I cubi in vetro di Murano protagonisti della nuova sfilata di Bottega Veneta

Lo studio 6:AM firma un set di sgabelli-scultura unici, che intrecciano artigianato e visione concettuale, riaffermando l’importanza del set d’autore nella moda contemporanea

La nuova collezione di Bottega Veneta è stata presentata in un contesto che ha saputo amplificare il senso stesso degli abiti. Lo studio 6:AM, noto per il suo lavoro al confine tra architettura e installazione, ha progettato un set che riflette la poetica della collezione: un equilibrio tra monumentalità e intimità, tra rigore e apertura. Lo spazio si è fatto narrazione, traduzione visiva del tema centrale della sfilata: un lusso essenziale, sospeso tra materia e trasparenza, radicato nel presente ma capace di evocare un orizzonte più ampio.

Le collaborazioni precedenti

Questa sensibilità non è nuova nella storia recente di Bottega Veneta. Negli anni, la maison ha stretto collaborazioni con figure provenienti dal mondo del design e dell’arte, riconoscendo in loro la capacità di amplificare l’esperienza della moda oltre il vestito, consapevole che il set d’autore sia parte integrante della regia di una sfilata. Memorabile l’incontro con Gaetano Pesce, che nel 2022 trasformò la passerella in un mosaico policromo di resina, uno spazio in cui ogni spettatore era invitato a percepire la materia come esperienza viva. Con Zanotta, simbolo del design italiano, la maison introdusse l’arredo come elemento scenico, trasportando la dimensione domestica nello spazio rituale del runway. Infine, la collaborazione con Canestraro, maestri del ferro battuto, restituì la forza del sapere artigianale, con strutture che intrecciavano manualità antica e linguaggi contemporanei.

Il valore del set d’autore nel runway contemporaneo

Nel panorama della moda contemporanea, il set ha assunto un ruolo centrale, diventando un dispositivo estetico e narrativo. Non più fondale neutro, ma un’opera effimera capace di imprimere identità e memoria a una collezione. Il runway si trasforma così in un’esperienza immersiva, in cui lo spazio e l’abito dialogano e si potenziano a vicenda. Nell’era dell’immagine digitale, il set non è soltanto cornice ma racconto, condensa visiva di un pensiero. In questa prospettiva, la scelta di Bottega Veneta di affidarsi a figure come Pesce, Zanotta, Canestraro e ora 6:AM dimostra la volontà di collocare la moda all’interno di un discorso culturale più ampio, in cui ogni sfilata diventa non solo presentazione ma gesto critico, estetico e politico.

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