Un guardaroba da film noir: ombre e illusioni
Nella nuova ala del LACMA, la sfilata Cruise 2027 d iDior si è aperta in un’atmosfera fatta di lampioni soffusi e decappottabili illuminate dai fari. Ma è stato un cappotto in particolare a catturare l’attenzione: sembrava attraversato dai riflessi della luce dello spazio, finché non si è scoperto che quelle ombre erano in realtà stampate sul tessuto, seguendo direzioni diverse rispetto all’illuminazione reale.
Quel cappotto evocava immediatamente l’estetica del thriller e del film noir: sembrava il capo indossato da un personaggio intravisto dietro le tapparelle socchiuse di una finestra, attraversato da fasci di luce e ombre riflesse sulle pareti della scena. L’intera collezione ha poi sviluppato questo continuo gioco percettivo tra realtà e illusione: dai cappelli firmati Philip Treacy, che proiettavano le scritte “Dior” e “Flow”, fino agli abiti fluttuanti e alle frange in movimento che moltiplicavano ombre e riflessi nello spazio della sfilata.


La moda come scenografia
Questa dimensione cinematografica non è casuale. Christian Dior ha intrattenuto un rapporto profondo con Hollywood, firmando costumi e vestendo alcune delle più grandi attrici del Novecento, tra cui Grace Kelly, Elizabeth Taylor, Ava Gardner e Marlene Dietrich. Celebre la frase pronunciata da Dietrich prima di accettare il film Stage Fright (1950) di Alfred Hitchcock: «No Dior, no Dietrich».
L’atmosfera della collezione richiama direttamente il cinema che Christian Dior aveva contribuito a vestire tra gli anni Quaranta e Sessanta, da No Highway in the Sky (1951) fino a Charade (1963) con Audrey Hepburn. In questa Cruise 2027, le ombre diventano parte integrante degli abiti, trasformando la moda in una vera e propria scenografia cinematografica e richiamando il legame storico tra Dior e Hollywood.



