Un fuoco immobile che arde dentro il vetro. È da questa immagine sospesa tra forza e fragilità che prende avvio Porta l’acqua un fuoco fermo, la nuova personale di Gonzalo Borondo, ospitata da 21Gallery a Padova dal 23 settembre 2025 al 16 gennaio 2026. La mostra, curata da Cesare Biasini Selvaggi, si apre negli spazi storici di Palazzo Colonne, recentemente riallestiti dal collettivo Fosbury Architecture. Qui l’artista spagnolo – già protagonista di esposizioni al MACRO di Roma, al Museo delle Nazioni Unite di Berlino e al Museo Esteban Vicente di Segovia – costruisce un percorso intimo, fatto di grandi tele, imponenti trittici su vetro e installazioni immersive come Bruma, che occupa un’intera sala.

Borondo, cresciuto tra graffiti e pittura classica, figlio di un restauratore e allievo di José García Herranz, porta con sé una doppia anima: da un lato l’energia ribelle del writer, dall’altro la profondità visionaria di un pittore “antico”. Le sue opere dialogano con tradizioni che spaziano da Francisco Goya a Andrej Tarkovskij, passando per le ricerche sul corpo di Antony Gormley e la multidisciplinarità di William Kentridge. Il titolo della mostra è tratto da un testo poetico di Ángela Segovia, che accompagna l’esposizione e ne sottolinea l’essenza sospesa: «Soltanto all’interno del freddo vetro può vivere un fuoco immobile, congelato». Un’immagine che rimanda alla tensione tra durezza e fragilità, tra materia e spirito, che attraversa tutta la produzione dell’artista.


Per Biasini Selvaggi, Borondo recupera «il piacere viscerale della pittura, fatta di pennellate dense e cromie vigorose, che rimandano alla crudezza seicentesca spagnola, ma capaci di travalicare i confini tra figurazione e astrazione». La mostra sarà anche l’occasione per la pubblicazione della prima monografia italiana dedicata a Borondo, con contributi critici e poetici. Con questo nuovo capitolo, 21Gallery conferma la sua vocazione a farsi spazio di ricerca e contaminazione, dove l’arte diventa racconto collettivo, memoria condivisa e possibilità di immaginare altri futuri.



