Uniti per Gaza: la Wembley Arena diventa voce della solidarietà

Oltre sessanta artisti e personalità internazionali hanno dato vita a un concerto storico per sostenere il popolo palestinese.

Quattro ore di musica, testimonianze e impegno civile hanno trasformato la Wembley Arena il 17 settembre in un luogo simbolo della solidarietà internazionale. Il mega-concerto Together for Palestine, ideato e promosso da Brian Eno insieme a Khalid Abdalla, Khaled Ziada e Tracey Seaward, ha riunito 69 tra musicisti, attori e attivisti, dando vita al più grande evento di beneficenza mai organizzato nel Regno Unito a sostegno del popolo palestinese.

Un inizio politico e potente

A inaugurare la serata è stato il discorso di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, sanzionata dal governo statunitense per le sue posizioni critiche verso Israele. Le sue parole hanno scosso il pubblico: “I palestinesi continuano a soffrire mentre i nostri governi chiudono gli occhi, o peggio, stringono accordi militari e commerciali con Israele”.

Musica come resistenza

Sul palco si sono alternati nomi che hanno fatto la storia e nuove voci pronte a scriverla. I Gorillaz hanno presentato Damascus, brano inedito realizzato con Yasiin Bey e Omar Souleyman, destinato a far parte del prossimo album The Mountain, in uscita a marzo. Alle loro spalle, le iconiche figure animate del gruppo sventolavano la bandiera palestinese, regalando al pubblico un’immagine destinata a diventare iconica.

Accanto a loro, James Blake, King Krule, Jamie XX, Paul Weller, Paloma Faith, Hot Chip, Nadine Shah e PinkPantheress hanno reso la scaletta varia e potente. Damon Albarn ha offerto una performance intensa accompagnato dalla London Arab Orchestra e dal Juzour Dance Collective.

Tra i momenti più emozionanti, il ritorno – anche se solo in video – dei Portishead con una struggente versione di Roads, e l’omaggio di Annie Lennox, che ha inviato una delicata interpretazione di Why? per piano e voce.

La presenza palestinese e le voci del mondo

A fianco delle star internazionali, non sono mancati i musicisti palestinesi Faraj Suleiman, Saint Levant e Nai Barghouti, che hanno portato sonorità e identità proprie, rendendo la serata non solo un atto di solidarietà ma anche un ponte culturale.

Tra gli interventi dal palco, anche figure del cinema e dello sport: Richard Gere, Florence Pugh, Guy Pearce, Benedict Cumberbatch ed Eric Cantona. Significativa la presenza di Stephen Kapos, sopravvissuto alla Shoah, che ha ricordato il valore universale della dignità umana e la necessità di opporsi a ogni forma di oppressione.

Oltre la musica, un messaggio globale

L’evento, trasmesso anche in diretta su YouTube, ha raggiunto un pubblico planetario. In parallelo, un video diffuso sui social con oltre quaranta celebrità – da Billie Eilish a Joaquin Phoenix, da Peter Gabriel a Cillian Murphy – ha rafforzato la richiesta di un cessate il fuoco immediato.

Più che un concerto, Together for Palestine è stato un manifesto collettivo: una celebrazione della cultura come forma di resistenza e un grido comune per la pace. La Wembley Arena non ha solo ospitato un evento musicale, ma una pagina di storia che ha unito arte, politica e coscienza civile.