Sotheby’s, Klimt guida l’asta autunnale di New York

Un capolavoro della Vienna modernista, custodito per decenni nella collezione di Leonard A. Lauder, si prepara a superare i 150 milioni di dollari da Sotheby's

In vista della sua asta autunnale a New York Sotheby’s si prepara a un colpo grosso. A guidare la serata del 18 novembre nella nuova sede del Breuer Building sarà un’opera di Gustav Klimt che ritrae Elisabeth Lederer, giovane donna immortalata dal pittore tra il 1914 e il 1916. Il suo ritratto a figura intera, rimasto fino a oggi lontano dal rito delle aste, ha una stima che supera i 150 milioni di dollari. Una cifra che lo proietta già nell’olimpo dei record.

L’opera di Klimt all’asta da Sotheby’s

L’opera, con la sua trama di ori, velluti e malinconie, incarna lo splendore di un’epoca in cui giovinezza e ornamento, bellezza e modernità si intrecciano in una danza irripetibile. È la stessa estetica che ha reso Klimt uno dei simboli della cosiddetta “età aurea” viennese, capace di trasformare il ritratto borghese in un’icona del desiderio e della memoria. Accanto a lui, in catalogo, due paesaggi altrettanto magnetici: Blumenwiese (1908), un tappeto fitto di fiori selvatici, e Waldhag bei Unterach am Attersee (1916), visione lacustre in toni verdi e blu. Tre tele che compongono un nucleo di rara coerenza, stimato complessivamente oltre 300 milioni.

Ma la storia di Porträt der Elisabeth Lederer è anche un romanzo familiare. Figlia di August e Serena Lederer, tra i mecenati più fedeli di Klimt, Elisabeth ricordava l’irrequietezza dell’artista durante le lunghe sedute: fogli strappati, imprecazioni, un’ostinata ricerca di un’immagine che sembrava non compiersi mai. Fu la madre, stanca dell’attesa, a strappare il dipinto allo studio e a conservarlo. Negli anni bui del nazismo, quel ritratto divenne una sorta di scudo: la giovane, di origine ebraica, arrivò a sostenere che l’autore fosse suo padre naturale, “di sangue tedesco”, per sfuggire alla persecuzione. L’opera venne confiscata e solo nel 1946 tornò agli eredi.

Una storia tra collezioni

Il passaggio in asta porta con sé un’altra eredità, quella di Leonard A. Lauder, collezionista raffinato e mecenate visionario, scomparso lo scorso giugno. Presidente emerito di Estée Lauder, Lauder iniziò la sua avventura da acquirente nel 1966, proprio da Sotheby’s, con un collage di Kurt Schwitters. Da quel momento, costruì una collezione cubista che avrebbe trasformato le raccolte del Metropolitan Museum, e con una donazione record di 131 milioni di dollari sostenne anche il Whitney Museum, accompagnandone il trasferimento nella nuova sede. Il prossimo novembre, ventiquattro lotti della sua collezione privata – per un valore complessivo di oltre 400 milioni – saranno offerti in un’evening sale dedicata.

Accanto all’opera di Klimt, l’asta autunnale di Sotheby’s presenterà anche sei sculture di Henri Matisse e opere firmate Edvard Munch, Pablo Picasso, Agnes Martin, Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen.

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