Missili israeliani danneggiano il Museo Nazionale di Sana’a

Un raid ha colpito il Museo Nazionale dello Yemen, provocando danni strutturali significativi, vittime civili e il rischio concreto di saccheggio dei tesori custoditi

Lo scorso 10 settembre, un blitz aereo israeliano ha gravemente danneggiato il Museo Nazionale dello Yemen, situato nella capitale Sana’a, come denunciato dal Ministero della Cultura controllato dagli Houthi che secondo il Ministero della Salute, ha causato la morte di almeno 46 persone e 165 feriti e danni incalcolabile subiti dal patrimonio culturale nazionale.

Un museo simbolo della storia yemenita

Il Museo Nazionale, costruito nei primi anni del Novecento e ospitato in un edificio storico classificato come monumento, conserva decine di migliaia di reperti: manufatti preislamici, sculture, armi antiche, manoscritti, oggetti d’arte e testimonianze della lunga storia islamica e moderna dello Yemen. Il raid ha distrutto porte e finestre, danneggiato la sala centrale e provocato crolli parziali, lasciando macerie sia all’interno che nella piazza antistante. Fortunatamente, la città vecchia di Sana’a, sito UNESCO a pochi passi dal museo, non risulta aver subito danni diretti.

Il museo aveva riaperto nel maggio 2023, dopo quasi dieci anni di chiusura forzata a causa del conflitto civile che devasta il Paese dal 2014. Quella riapertura era stata salutata come un segnale di resilienza e di speranza per la tutela del patrimonio, ma oggi la nuova ferita rischia di compromettere definitivamente la sopravvivenza delle collezioni. Esperti e osservatori internazionali temono che, oltre ai danni strutturali, l’instabilità favorisca saccheggi e traffici illeciti di reperti, fenomeni già verificatisi in altri contesti di guerra in Medio Oriente.

Il Ministero della Cultura degli Houthi ha rivolto un appello all’UNESCO e alla comunità internazionale affinché condannino l’attacco e intervengano per salvaguardare il patrimonio culturale dello Yemen. Il caso rilancia con forza il tema della protezione dei beni culturali nei conflitti armati, sancita dalle convenzioni internazionali ma troppo spesso disattesa. Colpire un museo non significa solo danneggiare un edificio, ma ferire l’identità e la memoria storica di un popolo.

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