Tecnologie avanzate per le industrie creative. A che punto siamo?

Il panorama dell’arte e delle tecnologie avanzate si è trasformato nell’ultimo decennio. Affrontiamo i cambiamenti con il quinto volume della serie di briefing di Serpentine Future Art Ecosystems e il punto di vista delle politiche dell’UE sulle ICC

Del rapporto arte e nuove tecnologie avanzate e delle iniziative legate a Serpentine Arts Technologies, il programma che esplora l’impatto della tecnologia attraverso l’arte, la ricerca e progetti sperimentali, di cui abbiamo ampiamente parlato qui. Ed è nell’ambito delle iniziative di Serpentine Galleries che è stato creato FAE – Future Art Ecosystems che propone prospettive critiche e interdisciplinari sull’uso delle tecnologie avanzate nell’ambito di interventi artistici, sfidando e rimodellando il ruolo che le tecnologie possono svolgere nella cultura e nella società.

Future Art Ecosystems (FAE) è stato creato proprio per sostenere l’innovazione organizzativa nel campo delle arti, in particolare, per quanto riguarda la progettazione di ecosistemi per l’arte e le tecnologie avanzate (AxAT). Sebbene le discussioni critiche su tecnologie come l’intelligenza artificiale, la blockchain e i media immersivi siano ormai consolidate, l’attenzione alle condizioni operative e infrastrutturali che consentono le pratiche AxAT è stata piuttosto limitata. Dal 2019, FAE riunisce artisti, esperti di tecnologie, istituzioni culturali e attori della società civile, impegnati nella creazione di sistemi che promuovono l’innovazione creativa e organizzativa.

Future Art Ecosystems (FAE) è un briefing strategico annuale che fornisce strumenti analitici e concettuali per la costruzione dell’infrastruttura culturale del XXI secolo: i sistemi che supportano l’arte e le tecnologie avanzate nel loro complesso e rispondono a un’agenda sociale più ampia. La serie è stata ideata dalla Serpentine R&D Platform in collaborazione con Rival Strategy.

Nel luglio 2020 è stato pubblicato il numero inaugurale FAE1: Art x Advanced Technologies, incentrato sulle nuove infrastrutture realizzate attorno alle pratiche artistiche che utilizzano tecnologie avanzate. Il punto di vista presentato si basava sull’esperienza della Serpentine e sul desiderio di condividere le intuizioni derivanti dalla collaborazione con artisti quali Hito Steyerl, James Bridle, Cécile B. Evans, Ian Cheng e Jakob Kudsk Steensen, dalle conversazioni in corso all’interno di reti più ampie e dalle intuizioni ricavate da una serie di interviste condotte con gli artisti Alexandra Daisy Ginsberg, Holly Herndon, Rebecca Allen e Refik Anadol; Ece Tankal e Carmen Aguilar y Wedge di Hyphen-Labs; il giornalista ed esperto di tecnologia Jonathan Ledgard; Julia Kaganskiy, direttrice fondatrice di NEW Inc; Kenric McDowell del programma Artists + Machine Intelligence di Google Research; Liz Rosenthal, Power to the Pixel; il futurista Noah Raford; Rachel Armstrong, professore di architettura sperimentale all’Università di Newcastle; Takashi Kudo di teamLab.

FAE2: Art x Metaverse si è concentrato sul metaverso, un “secondo” mondo online e una megastruttura Internet emergente che rappresentano un cambiamento fondamentale nella nostra concezione dei sistemi digitali e della presenza fisica. In questo contesto, FAE2 ha delineato ciò che è necessario all’infrastruttura culturale del XXI secolo per plasmare l’evoluzione del metaverso.

Coinvolgendo oltre cinquanta professionisti e organizzazioni nei settori dell’arte, del cinema, dei videogiochi, della tecnologia e delle industrie culturali in senso lato, FAE2 articola le sfide e le opportunità che le istituzioni devono affrontare in questo panorama. Tra i collaboratori di FAE2 figurano gli artisti Larry Achiampong, David Blandy, Danielle Brathwaite-Shirley, Joey Holder, Rindon Johnson, Keiken; la dottoressa Jo Twist OBE, CEO di UKIE; Andie Nordgren, produttore e direttore di Unity Live Platforms; Lucy Sollitt, curatrice; Jay-Ann Lopez, fondatrice di Black Girl Gamers; Trevor McFedries, co-fondatore di Brud; Kadine James e Lucy Wheeler, fondatrici di Immersive Kind; Gabrielle Jenks, direttrice digitale del Manchester International Festival e molti altri.

Il terzo numero di FAE, FAE 3: Future Art Ecosystems, ha affrontato le possibilità di una visione più interoperabile (cioè integrata a livello inter-organizzativo) per le infrastrutture culturali del XXI secolo. FAE3 identifica nuovi modelli di innovazione organizzativa e creativa nell’ambito più ampio delle tecnologie decentralizzate, variamente denominate “web3”, “crypto” e “dweb”. Attraverso una serie di interviste con specialisti nel campo dell’arte, del web3, delle criptovalute, del dweb, delle politiche di innovazione e della società civile, il briefing articola vari orizzonti per riconfigurare il modo in cui i professionisti e il settore culturale in generale possono rendere operativi i sistemi di produzione, distribuzione e sostegno finanziario. Prodotto in collaborazione con Gary Zhexi Zhang, con il contributo di Harm van den Dorpel e Sarah Friend, FAE3 formula una serie di strategie prospettiche per le organizzazioni culturali esistenti e nuove interessate all’AxAT (Art for Advanced Technologies) e al ruolo di quest’ultima nel sostenere società democratiche resilienti.

Con FAE4: Art x Public AI, l’attenzione del briefing si è concentrata sul panorama emergente delle tecnologie di intelligenza artificiale e sul loro impatto sull’economia creativa e sulla società in generale. Grazie alle opinioni di esponenti di spicco del mondo dell’arte, dell’industria tecnologica e della politica governativa, questa pubblicazione mappa i rischi e le opportunità legati alla creazione e all’integrazione di vari elementi dei sistemi di intelligenza artificiale nel settore culturale.

FAE5: Art x Creative R&D

La pubblicazione Art x Creative R&D (FAE5) del 19 giugno 202 giunge a noi in un momento cruciale, mentre il governo britannico sta sviluppando la sua strategia industriale e il piano settoriale per le industrie creative. Con i documenti ufficiali sulla politica culturale, la politica culturale digitale e le industrie creative ancora in fase di elaborazione, FAE5 rappresenta un intervento tempestivo per contribuire a definire questi framework normativi emergenti. Il rapporto offre ai policymakers una comprensione più approfondita del contributo distintivo di AxAT agli ecosistemi dell’innovazione e delle strutture di supporto specifiche necessarie per realizzarne appieno il potenziale.

Riunendo le opinioni di oltre 60 voci autorevoli del settore, tra cui gli artisti Danielle Brathwaite-Shirley, Anicka Yi, Lauren Lee McCarthy, Natsai Audrey Chieza e Ian Cheng; le organizzazioni innovative 221a, Trust, Watershed, Royal Shakespeare Company, RadicalxChange; e i principali attori politici, tra cui Creative UK, AHRC, DCMS, British Council e molti altri — FAE5 rivela l’impatto sostanziale e il valore pubblico che la ricerca e lo sviluppo generano come dimensione fondamentale della produzione culturale. Il rapporto dimostra come i processi di produzione artistica e le organizzazioni dedicate possano fungere da spazi essenziali per la sperimentazione sociale con tecnologie avanzate, offrendo approcci distintivi all’innovazione.

Nel rapporto emerge che molti siti di ricerca e sviluppo creativi attivi oggi – dagli artisti che sperimentano con i set di dati di addestramento dell’IA ai designer che prototipano nuove forme di collaborazione tra uomo e IA, alle istituzioni culturali che sviluppano modelli di governance innovativi per i beni “comuni” digitali – spesso operano senza la dovuta visibilità e leggibilità, mancando di un adeguato sostegno istituzionale e di finanziamenti.

È stata proprio la consapevolezza di questo aspetto critico che ha portato Future Art Ecosystems 1: Art x Advanced Technologies (FAE1) nel 2020 a identificare “arte e tecnologie avanzate” (AxAT) come un ambito distinto della produzione culturale. Piuttosto che impegnarsi con la tecnologia esclusivamente come argomento in cui l’interazione rimane principalmente concettuale, formale o estetica, le pratiche AxAT sviluppano anche metodologie sperimentali che collegano la ricerca artistica e scientifica, “sfidando e rimodellando il ruolo che le tecnologie possono svolgere nella cultura e nella società” (per approfondire: Serpentine Arts Technologies, Future Art Ecosystems 1: Art x Advanced Technologies, ed. Serpentine Arts Technologies, Serpentine, 2020).

Il termine specifico “Creative R&D” ha guadagnato popolarità nei settori creativi quando i suoi sostenitori hanno cercato di colmare il divario tra l’importanza economica dei settori creativi e la loro scarsa leggibilità all’interno dei tradizionali framework di R&D. Il termine ha svolto molteplici funzioni strategiche: ha affermato la legittimità delle attività di ricerca e sviluppo nei settori creativi, ha sfidato il pregiudizio scientifico-tecnologico attuale e ha fornito un ponte concettuale tra la politica culturale e la politica dell’innovazione.

AxAT rappresenta un campo dinamico non codificato in cui la pratica artistica si interseca con l’innovazione tecnologica in una vasta gamma di settori e ambiti. L’attività di ricerca e sviluppo creativi può includere artisti che sviluppano sistemi di intelligenza artificiale personalizzati che sfidano gli approcci convenzionali di apprendimento automatico, istituzioni culturali che creano laboratori per lavori sperimentali con tecnologie emergenti, nonché collaborazioni intersettoriali che reinventano le applicazioni tecnologiche attraverso l’intervento artistico. Qui maggiori informazioni.

Art x Creative R&D (FAE5) si compone di 4 capitoli.

  1. Il primo capitolo definisce la ricerca e sviluppo creativi come una forma di attività artistica e culturale incentrata sulla tecnologia che abbraccia diversi settori e ambiti quali la cultura, il mondo accademico e la tecnologia.
  2. Il secondo capitolo si concentra sugli artisti come agenti critici che guidano la ricerca e lo sviluppo creativi nell’ecosistema AxAT.
  3. Il terzo capitolo esamina come diversi tipi di organizzazioni culturali fungano da punti di riferimento fondamentali all’interno degli ecosistemi di ricerca e sviluppo creativi di AxAT.
  4. Il quarto e ultimo capitolo si basa sulle argomentazioni a favore della ricerca e sviluppo creativi presentate nei primi tre capitoli per formulare una serie di proposte ai policymakers e agli enti di finanziamento pubblico britannici.

Creative R&D in AxAT: principali caratteristiche e obiettivi

  • Ecosistemi trasversali/interdisciplinari: Creative R&D opera oltre i confini dei settori tradizionali, coinvolgendo spesso collaborazioni multi-stakeholder tra organizzazioni culturali, ricerca accademica, industry e pratiche indipendenti.
  • Inter/transdisciplinare: Creative R&D in AxAT integra conoscenze e metodologie provenienti da diversi campi, tra cui arte, informatica, ingegneria, filosofia, biologia e scienze sociali.
  • Orientata alla missione: oltre gli imperativi commerciali o metriche accademiche, Creative R&D AxAT affronta sfide sociali più ampie ed esplora futuri tecnologici alternativi. Questo orientamento consente ad AxAT di funzionare come terzo spazio per lo sviluppo tecnologico, intersecandosi con l’industria e la ricerca ma mantenendo una posizione discreta che consente forme uniche di sperimentazione e indagine.
  • Interrogazione tecnologica: Creative R&D in AxAT si occupa dell’implementazione critica, della narrativizzazione e dello sviluppo di tecnologie e condizioni tecnologiche, esaminandone le implicazioni sociali, etiche e culturali.
  • Tecnologia agnostica: mentre le tecnologie di distribuzione e presentazione hanno dominato le iniziative di tecnologia creativa, Creative R&D di AxAT può essere applicata a tutte le tecnologie avanzate, dall’intelligenza artificiale e la crittografia alla biotecnologia.
  • Ibrido istituzionale: Creative R&D di AxAT non ha un settore di appartenenza naturale ed è attualmente ospitata da diversi attori in istituzioni culturali, dipartimenti accademici, laboratori e studi indipendenti.

L’obiettivo di Future Art Ecosystems 5: Art x Creative R&D (FAE5) è quello di cambiare lo status quo e di orientarsi verso la codificazione, mostrando come le pratiche artistiche e culturali contribuiscano all’innovazione e al valore pubblico degli ecosistemi attraverso la ricerca e lo sviluppo creativi condotti nel contesto di AxAT. Il briefing mette in luce aspetti critici, ma spesso sottovalutati, della ricerca e sviluppo (creativi): la sperimentazione artistica che facilita l’innovazione tecnologica, la coltivazione di competenze ibride che collegano i domini tecnici e culturali e l’emergere di nuovi modelli organizzativi che consentono il trasferimento di conoscenze intersettoriali. FAE5 pone inoltre l’accento su come le organizzazioni culturali che ospitano l’attività AxAT consentano un meccanismo di risposta sociale critico in contesti tecnologici in rapida evoluzione, sostenendo al contempo l’emergere di una comprensione più sfumata del ruolo dell’arte nel promuovere l’innovazione.

E in Unione europea? Quali le policy?

Come identificato dalla EU Industrial Strategy, l’ecosistema delle ICC (Industrie Culturali e Creative) è una parte importante dell’economia europea. L’ecosistema delle ICC rappresenta circa il 3,95% del valore aggiunto dell’UE e dà lavoro a circa 8 milioni di persone, comprese circa 1,2 milioni di imprese, di cui oltre il 99,9% sono piccole e medie imprese (PMI).

Le ICC comprendono un’ampia varietà di sottosettori: architettura, archivi, biblioteche e musei, artigianato artistico, audiovisivo (compresi cinema, televisione, videogiochi e multimedia), patrimonio culturale materiale e immateriale, design (compreso il design di moda), festival, musica, letteratura, arti dello spettacolo (compresi teatro e danza), libri ed editoria, radio e arti visive.

L’impatto intersettoriale dell’ecosistema (effetti di ricaduta) non deve essere sottovalutato: le ICC svolgono un ruolo importante nel promuovere l’innovazione e la creatività in altri settori. Inoltre, la dimensione sociale delle ICC è altrettanto rilevante. Le ICC possono essere fondamentali per promuovere un cambiamento sostenibile nelle comunità e realizzare il Green Deal dell’UE a livello locale.

Il programma Europa Creativa comprende Europa Creativa CULTURA ed Europa Creativa MEDIA (audiovisivo), nonché la componente intersettoriale. Europa Creativa sostiene la cooperazione transfrontaliera e le attività di networking per tutti i settori culturali e creativi e cofinanzia importanti piattaforme e reti. Al fine di preparare la proposta di programma per il prossimo programma Europa Creativa 2021-2027, la Commissione europea ha consultato un’ampia gamma di parti interessate ed esperti degli Stati membri. Tali consultazioni si sono svolte parallelamente alla valutazione intermedia del programma Europa Creativa 2014-2020 ed entrambe hanno concluso che le esigenze di alcuni settori non erano state sufficientemente soddisfatte nel programma attuale.

La proposta per Europa Creativa 2021-2027 intende ovviare a tali carenze includendo un nuovo sostegno settoriale specifico in ambiti quali musica, architettura, editoria, patrimonio culturale. I settori culturali e creativi sono importanti per garantire il continuo sviluppo delle società e sono al centro dell’economia creativa. Ad alta intensità di conoscenza e basati sulla creatività e sul talento individuali, generano una notevole ricchezza economica. Ancora più importante, questi settori sono fondamentali per un senso condiviso di identità, cultura e valori europei. In termini economici, mostrano una crescita superiore alla media e creano posti di lavoro, in particolare per i giovani, rafforzando al contempo la coesione sociale.