È Roberto Cuoghi il vincitore della XXVII edizione del Premio Pino Pascali, uno dei riconoscimenti più significativi dedicati alla ricerca artistica contemporanea in Italia. La premiazione inaugurerà il 18 ottobre, alle ore 19, con una personale dell’artista negli spazi della Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare. La motivazione sottolinea la centralità della sua ricerca: «Il lavoro di Roberto Cuoghi è incentrato sui rapporti tra individuo e società, il che lo rende particolarmente attuale e meritevole, favorendo un dialogo tra arte e aspetti socio-antropologici. L’artista mette al centro il tema metamorfico declinato attraverso scultura, pittura, suono e installazione; il lavoro multidisciplinare e la capacità di oscillare attraverso le trasformazioni sono indicatori di prossimità rispetto al lavoro di Pino Pascali».
Il premio, istituito nel 1969 dai genitori di Pascali e rilanciato nel 1998, ha visto tra i suoi vincitori figure di rilievo come Jannis Kounellis, Vettor Pisani, Vincenzo Agnetti, Luca Maria Patella, e in anni più recenti artisti quali Jan Fabre, Nathalie Djurberg, Ibrahim Mahama e Nico Vascellari. Un percorso che traccia una linea di continuità tra i protagonisti storici e le voci più radicali della scena contemporanea.

Chi è il vincitore del Premio Pino Pascali
Nato a Modena nel 1973, Cuoghi ha costruito una carriera internazionale che lo ha visto protagonista alla 57. Biennale di Venezia, nel Padiglione Italia curato da Cecilia Alemani, oltre a mostre di riferimento come quella al Fridericianum di Kassel e la retrospettiva Perla Pollina 1996-2016, divisa tra il Centre d’Art Contemporain di Ginevra e il Museo Madre di Napoli. Definito da Alessandro Rabottini «uno degli artisti più radicali della sua generazione», Cuoghi ha sempre sfuggito a etichette e generi, facendo della metamorfosi il cuore della sua pratica. Ogni serie di lavori apre a tecniche e materiali diversi, senza mai cedere a formule ripetitive, con un’attenzione estrema al processo creativo e alla sperimentazione artigianale.
La mostra alla Fondazione Pino Pascali, realizzata in collaborazione con le gallerie Chantal Crousel e Hauser & Wirth, offrirà una panoramica sugli ultimi dieci anni di ricerca dell’artista, restituendo la complessità di un percorso che continua a interrogare i limiti dell’arte contemporanea.


