Che fine ha fatto Sangiuliano?

Dal giornalismo alla cultura e ritorno. Ora Sangiuliano è a Parigi, seguiamo le tracce dell'ex ministro un anno dopo il Caso Boccia

È passato un anno da quando alla guida del Ministero della Cultura c’è Alessandro Giuli, che con la sua entrata in scena ha scalzato il precedente inquilino del Collegio Romano dalla sua carica, segnando così la fine del clamorosissimo e chiacchieratissimo Caso Boccia. Tra agosto e settembre 2024, settimane di smentite pubbliche – perfino in diretta nazionale – e battaglie social portavano infatti alle dimissioni Gennaro Sangiuliano, accusato di aver usato il servizio pubblico per fini personali nel suo affaire con Maria Rosaria Boccia, a cui aveva assegnato la carica ministeriale di Consigliere per i Grandi Eventi da parte del Ministro della Cultura. Dalla resa pubblica della vicenda non c’è stata altra strada possibile se non quella delle dimissioni: dopodiché, l’ex ministro è rimasto lontano dai riflettori. A un anno da quando il Paese si è lasciato alle spalle lo scandalo e dall’inizio della “latitanza” del precedente responsabile del dicastero sorge spontanea la domanda: che fine ha fatto Sangiuliano?

Le dimissioni di Sangiuliano e il Caso Boccia

A segnare la fine dell’esperienza di Gennaro Sangiuliano al Ministero della Cultura è stata una polemica innescata da un post su Instagram di Maria Rosaria Boccia, in cui annunciava di aver ricevuto la carica di Consigliere per i Grandi Eventi dal Ministro della Cultura. Una notizia subito smentita da una nota ufficiale, ma sufficiente a scatenare giorni di accuse e sospetti. Per spegnere il caso, lo stesso Gennaro Sangiuliano è intervenuto al TG1, chiarendo che nessun fondo pubblico è stato impiegato per viaggi o alloggi dell’imprenditrice, presente ad alcuni sopralluoghi in vista del G7 della Cultura, e che la donna non ha mai avuto accesso a documenti riservati. Inutili però i tentativi di spegnere la polemica: dopo le dimissioni di Sangiuliano il caso è rimasto aperto. Tra gli ultimi sviluppi, il rischio di un processo per Maria Rosaria Boccia, accusata dalla Procura di Roma di stalking, lesioni, diffamazione e interferenze nella vita privata ai danni dell’ex Ministro della Cultura.

Sangiuliano corrispondente da Parigi

Dopotutto, Sangiuliano è un giornalista. Dopo aver diretto il TG1 dal 2009 al 2018 e il TG2 dal 2018 al 2022, dopo l’esperienza di governo l’ex ministro è tornato in televisione: dal 1°aprile 2025 è corrispondente Rai a Parigi. Proprio dalla capitale francese, dove è in corso una grave crisi politica, Sangiuliano è stato anche protagonista di una gaffe tecnica, tornando così a far parlare di sé. Durante la prima puntata stagionale di Re Start su Rai3, la conduttrice Annalisa Bruchi non riusciva a sentire l’ex ministro in collegamento, nonostante la sua voce risultasse perfettamente udibile al pubblico da casa. Costretto a ripetere due volte l’intervento, Sangiuliano ha poi rinunciato a procedere con aria rassegnata.

Oltre alla corrispondenza da Parigi, l’ex ministro è tornato anche a scrivere, e alcuni suoi pezzi hanno fatto discutere. È il caso di un articolo pubblicato ad agosto sul quotidiano Il Giornale, in cui Sangiuliano commenta la crisi politica francese: “La scorsa settimana – si legge nel testo – in un lungo e dettagliato articolo, il quotidiano Le Monde, che ha fama di giornale progressista, ha esordito: ‘Ai francesi, sentirlo fa male. Ma, agli occhi di gran parte degli investitori, non ci sono più dubbi: l’Italia di Giorgia Meloni è attualmente credibile quanto la Francia in materia di finanze pubbliche. O anche di più’. I mercati hanno consacrato che i titoli pubblici italiani sono più affidabili di quelli francesi, un risultato per certi versi storico”. Affermazioni che hanno acceso un dibattito politico: da Avs al Pd, le opposizioni lo hanno accusato di trasformare l’incarico in «grancassa del governo», mentre lui ha respinto le critiche parlando di censura.

In ogni caso, ricomincia per Sangiuliano la vita pubblica, che dopotutto è caduto in piedi. D’altra parte, pure nel momento in cui la sua esperienza di governo si chiudeva tra le polemiche, l’ex ministro si diceva “fiero dei risultati raggiunti sulle politiche culturali in questi quasi due anni di Governo”. Tra i suoi prossimi appuntamenti, la presenza alla rassegna letteraria L’Aquila Città del Libro, in programma dal 19 al 21 settembre.