Notre-Dame, per la Corte dei Conti il bilancio sul restauro è positivo

Dopo l'incendio del 2019 Notre-Dame ha ricevuto oltre 800 milioni di euro in donazioni da tutto il mondo e il saldo è ancora attivo a 140

Sono già diversi mesi che Notre-Dame ha riaperto le proprie porte e la Corte dei Conti ha presentato la terza relazione sul restauro della cattedrale, colpita da un incendio devastante nel 2019. A riferire l’andamento positivo dei lavori è stato Pierre Moscovici, il presidente dell’organo costituzionale francese, che ha parlato del rispetto del budget e dei tempi previsti.

I numeri del restauro

“Il budget per la fase di restauro è stato fissato a 552 milioni di euro, importo che fa seguito a un budget di 165 milioni di euro per la fase di messa in sicurezza e consolidamento”, di cui peraltro, come fa sapere la Corte, sono stati solo 151. A fronte di 843 milioni di euro di donazioni provenienti da tutto il mondo rimane quindi un saldo attivo di 140 milioni, che servirà a finanziare «lavori volti a trattare patologie precedenti all’incendio e a garantire il restauro della sacrestia», ha spiegato Moscovici, per cui è stata utile nel successo del progetto la scelta di un ente pubblico – appositamente creato nel 2019 – nella gestione del restauro.

La relazione sottolinea anche la realizzazione di “importanti investimenti in materia di sicurezza con l’installazione di un sistema di nebulizzazione nella struttura del grande tetto a capriate e la creazione di una nuova centrale antincendio, presidiata 24 ore su 24 da due addetti permanenti, affiancati da altri due addetti durante il periodo di apertura della cattedrale”. Un aggiornamento reso necessario dall’aumento esponenziale dei visitatori ogni anno ma che, al tempo stesso, significherà anche una crescita dei costi di gestione, che raddoppiano rispetto al 2019 fino a raggiungere ogni anno i 5,2 milioni di euro, di cui 3,2 milioni a carico della diocesi e due milioni a carico dello Stato.