Al via le fiere d’autunno, si comincia a New York con The Armory Show

Alcune assenze e una sola galleria italiana all'edizione 2025 di The Armory Show. La fiera torna allo Javits Center e ha una nuova sezione

L’estate è finita e ricominciano anche le fiere. Ad aprire l’autunno è The Armory Show, che torna nel centro congressi Javits Center di New York dal 5 al 7 settembre (con preview il 4). Con le sue sette sezioni previste, la fiera presenta quest’anno più di 230 espositori, tra cui Cristea Roberts Gallery, Victoria Miro, Ben Brown Fine Arts, White Cube, Andrew Kreps Gallery e altri grandi nomi del settore, pure con alcune assenze. Solo un’italiana invece è presente all’appello, ed è Francesca Minini.

The Armory Show: ecco le sezioni in fiera

Ormai storica la sezione Galleries, in cui le principali gallerie internazionali presentano opere d’arte del XX e XXI secolo. Presente anche Solo, in cui le esposizioni si concentrano sul lavoro di un singolo artista, che sia emergente, affermato o storico e che ha operato nel XX o XXI secolo, mentre Focus, offre risalto ad artisti e gallerie del sud degli Stati Uniti. Presents raggruppa invece gallerie emergenti con meno di dieci anni di attività: nella loro mostra, le recenti di artisti singoli e coppie di artisti. In Platform sono esposte sculture su larga scala, installazioni e opere site-specific, mentre Not-For-Profit porta in fiera organizzazioni senza scopo di lucro o che intendono promuovere l’arte anche nel grande pubblico.

Anche una prospettiva sul design

C’è poi una nuova sezione, ed è Function, che si concentra sull’intersezione tra arte e design. A curarla è Ebony L. Haynes, Senior Director da David Zwirner e 52 Walker, che ha dichiarato: «Mi interessa lo spazio in cui i confini tra arte e design si confondono o si mescolano. Le sedie rifiutano di essere utilizzate, i tessuti insistono sulla loro presenza scultorea e gli oggetti scivolano tra funzionalità e inutilità. In questo continuo alternarsi, il design perfora l’arte con il linguaggio della quotidianità, mentre l’arte perfora il design spogliandolo della sua utilità».

«La dicotomia alto/basso [in relazione all’arte e al design, ndr] diventa meno una gerarchia che un luogo di attrito – ha aggiunto – rivelando come vengono create, applicate e annullate le categorie di valore. Quale luogo migliore per percepire le connessioni e le differenze tra loro se non una fiera d’arte commerciale dove, a mio avviso, l’estetica e la funzione non possono esistere separatamente l’una dall’altra. Non vedo l’ora di vedere la prossima edizione di Function all’Armory Show e di scoprire come qualcun altro sceglierà di mettere in risalto il “design”».

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