È morto Sylvain Amic, il presidente del Musée d’Orsay e de l’Orangerie

È scomparso a soli 58 anni, dopo 18 mesi alla guida dei prestigiosi musei parigini. Amic era noto per la sua visione inclusiva della cultura

La scena culturale francese è scossa dalla tragica scomparsa di Sylvain Amic, presidente del Musée d’Orsay e del Musée de l’Orangerie, morto improvvisamente all’età di 58 anni, domenica 31 agosto, a seguito di un arresto cardiaco in un luogo di vacanza nel sud della Francia. Nominato ad aprile 2024 su proposta della ministra della Cultura Rachida Dati e con la conferma del presidente Emmanuel Macron, Amic ha guidato con fervore e impegno i musei durante un periodo cruciale, segnato da una crescente affluenza: dal 2024, il Musée d’Orsay ha raggiunto numeri record di visitatori, toccando i 4,9 milioni di ingressi.

Conosciuto per il suo spirito aperto e creativo, Amic era impegnato a rendere l’arte accessibile a tutte le fasce d’età, con particolare attenzione ai giovani. “Il Musée d’Orsay è un museo repubblicano, un bene comune della nazione”, dichiarava, promuovendo la circolazione delle opere anche fuori Parigi, realtà che incarnava il suo ideale di “museo con la società civile”. Nel rendere omaggio al suo operato, la ministra Dati l’ha descritto come “un uomo dal cuore aperto e creativo, caldo e attento agli altri”.

Originario di Dakar (nato nel 1967), Sylvain Amic iniziò la sua carriera come insegnante prima di entrare nel mondo dei musei. Dopo il concorso dell’Institut national du patrimoine, divenne conservatore nel 1997. Ha lavorato a Montpellier, al Musée Fabre, e in seguito a Rouen, dove ha diretto i musei locali e promosso iniziative come Le Temps des collections. In seguito ha affiancato la ministra Rima Abdul Malak come consigliere per i musei, l’arte e il design, prima di assumere la presidenza dell’Orsay. La sua improvvisa dipartita lascia vuota una posizione chiave nel panorama museale francese, esprimendo un senso di perdita profonda tra i colleghi e appassionati d’arte. Christophe Leribault, suo predecessore, lo ha ricordato come una “personalità impegnata, dinamica e calorosa”.

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