Il Van Gogh Museum, una delle istituzioni culturali più amate e frequentate al mondo, lancia un allarme senza precedenti: rischia di chiudere se non otterrà un incremento dei finanziamenti statali. Il museo sostiene che gli 8,5 milioni di euro di sussidio offerti dallo Stato sono del tutto insufficienti per sostenere i necessari lavori di restauro e adeguamento alle norme di sicurezza e sostenibilità. Il progetto in questione, denominato Masterplan 2028, prevede lavori dal 2028 per un costo complessivo di 104 milioni di euro, coprendo interventi su climatizzazione, impianti elettrici, ascensori, sicurezza antincendio e efficienza energetica. Durante i tre anni previsti di cantierizzazione, il museo opererà parzialmente a porte aperte.



Per far fronte a queste esigenze, l’istituzione olandese chiede che il contributo statale venga aumentato fino a 11 milioni di euro all’anno, generando così un deficit strutturale di 2,5 milioni che lo Stato dovrebbe colmare. Senza questo adeguamento, la direttrice avverte che “sarebbe pericoloso per le opere e per i visitatori” e, nella peggiore delle ipotesi, si potrebbe arrivare alla chiusura dell’edificio. Il museo vanta oltre 200 dipinti, quasi 500 disegni e centinaia di lettere dell’artista, rappresentando un patrimonio inestimabile. Inoltre, negli ultimi 50 anni ha accolto quasi 57 milioni di visitatori, con un picco di 2,6 milioni nel 2017, e attira circa 1,8 milioni di visitatori all’anno, generando autonomamente l’85% delle sue entrate.
Il Van Gogh Museum ha avviato un’azione legale nei confronti dello Stato
In risposta alla richiesta del museo, il Ministero dell’Istruzione, Cultura e Scienza dei Paesi Bassi sottolinea che l’attuale sussidio è già tra i più generosi per metro quadro tra i musei nazionali e che viene annualmente adeguato all’inflazione secondo una metodologia standard. Il Van Gogh Museum ha quindi avviato una azione legale, sostenendo che lo Stato stia violando l’accordo legale del 1962 stipulato con Vincent Willem van Gogh, nipote dell’artista, che donò la collezione a condizione che lo Stato garantisse la realizzazione e la cura dell’edificio museale. L’udienza è prevista per febbraio 2026.


