La fiera parigina NADA salta, ma l’arte indipendente trova nuove rotte

Senza comunicazioni ufficiali, l'evento parigino previsto ad ottobre è stato annullato: galleristi attivi rispondono con esposizioni indipendenti nel cuore del Marais

In forma discreta, quasi sotto traccia, la New Art Dealers Alliance (NADA) ha deciso di cancellare l’edizione parigina prevista per ottobre 2025, originariamente annunciata in parallelo con Art Basel Paris. La cancellazione, riferita da Artnet News, era già stata comunicata in forma privata a metà luglio, nonostante mancassero ancora conferme riguardo espositori o sede.

La prima edizione, organizzata nel 2024, aveva riscosso successo, con la partecipazione di quasi cinquanta gallerie, tra cui realtà come 52 Walker (New York), Harper’s (New York e Los Angeles) e Sorry We’re Closed (Bruxelles). Diversi galleristi avevano già manifestato interesse per un secondo appuntamento, sebbene non fossero stati stipulati contratti formali né condivise informazioni concrete.

A colmare il vuoto lasciato dalla cancellazione è intervenuta la gallerista Brigitte Mulholland, che ha affittato uno spazio nel cuore del Marais, al numero 7 di Rue Froissart. Dal 19 al 25 ottobre prenderà vita una mostra collettiva che coinvolgerà circa sette gallerie. Tra i partecipanti figura anche Sara Maria Salamone, co-fondatrice della Mrs.gallery di New York, che contribuirà alla realizzazione dell’iniziativa. Un altro membro della NADA, Rob Dimin, esporrà anch’egli in questo spazio alternativo.

La cancellazione di NADA 2025 è un’azione che fa riflettere

Questa scelta riflette un contesto in cui il mercato dell’arte contemporanea mostra segnali di turbolenza e trasformazione. Mentre le grandi fiere come Art Basel e Frieze si espandono consolidando la propria centralità, molte realtà indipendenti, più piccole, devono reinventarsi costantemente per restare attive. Eppure, ciò che non viene meno è l’energia della scena indipendente, capace di reagire alle difficoltà con iniziative autonome di valore artistico e simbolico.

Tuttavia, la reazione immediata e creativa dei galleristi è esempio concreto della resilienza dell’arte indipendente: quando i circuiti consolidati mostrano fragilità, il sistema alternativo trova nuove strade per esprimersi. Un evento alternativo nel Marais non solo mantiene viva l’attenzione sulla scena emergente, ma valorizza anche il concetto di comunità artistica che si auto-organizza. In un contesto in cui le fiere mainstream diventano sempre più competitive e centralizzate, l’indipendenza si riconferma forza vitale, capace di scaffolding intorno all’essenza stessa dell’arte contemporanea.