Greenpeace ha realizzato una straordinaria installazione artistica sul campo petrolifero Skiff di Shell, nel Mare del Nord, in collaborazione con l’artista Anish Kapoor. L’opera, intitolata Butchered, rappresenta una potente denuncia contro la distruzione ambientale causata dall’industria fossile. Così, un gruppo di sette attivisti di Greenpeace ha issato un’enorme tela di 12 x 8 metri sulla piattaforma, utilizzando un sistema di tralicci e corde. Successivamente, hanno spruzzato sulla tela 1.000 litri di una soluzione rossa composta da acqua di mare, polvere di barbabietola e colorante biodegradabile, creando una macchia simile al sangue che scendeva lungo la struttura metallica della piattaforma. L’artista ha dichiarato che l’opera è un “grido visivo” contro il “massacro” inflitto al pianeta dalle compagnie petrolifere: qualcosa di “visivo, fisico, viscerale” per riflettere la carneficina che l’industria fossile sta infliggendo alla Terra. La scelta del rosso richiama il sangue e le ferite profonde causate dai cambiamenti climatici, come ondate di calore, incendi e inondazioni.


Butchered è anche e sopratutto un tributo agli attivisti che lottano contro questa distruzione. L’opera vuole ispirare una presa di coscienza collettiva e difendere il diritto di protesta, sempre più minacciato in molte parti del mondo. Questa azione segna un punto di svolta nell’uso dell’arte come strumento di attivismo ambientale. Con questa installazione, una piattaforma petrolifera è trasformato in manifesto politico visibile a migliaia di chilometri di distanza, portando l’arte direttamente al cuore della crisi climatica.


Una vicenda artistica che smuove le coscienze
Da anni attivo in ambito sociale e ambientale, Kapoor è noto per gesti artistici eclatanti, tra cui la recente adesione al Polluters Pay Pact, un’iniziativa che invita i grandi inquinatori a farsi carico dei costi legati alla crisi climatica. La realizzazione di questa nuova opera coincide con un’altra estate segnata da eventi climatici estremi: ondate di calore record, incendi, siccità e alluvioni si sono susseguite in diverse parti del mondo. Sebben Shell ha condannato l’azione come illegale e pericolosa, sottolineando che gli attivisti sono entrati in una zona di sicurezza vietata intorno alla piattaforma, mettendo a rischio la loro vita e quella degli altri, Greenpeace ha sottolineato che l’installazione è avvenuta durante la quarta ondata di calore dell’estate nel Regno Unito, un periodo segnato da siccità, incendi e danni agricoli. L’organizzazione ha inoltre criticato Shell per i suoi profitti record e per i piani di espansione delle sue attività fossili.


