Il legame profondo e storico tra Villa Della Torre, dimora cinquecentesca a Fumane (Verona) di proprietà della famiglia Mastella Allegrini, e Palazzo Te a Mantova, capolavoro manierista dei Gonzaga, si rafforza e si evolve con un nuovo progetto culturale. Questi due gioielli architettonici, le cui vicende si sono intrecciate nel segno di Giulio Romano e delle assonanze storico-artistiche come l’uso del bugnato e le peschiere, offrono oggi un inedito punto di vista per scoprire il patrimonio culturale italiano. In occasione del cinquecentenario di Palazzo Te, l’alleanza si rinnova per celebrare la bellezza di un percorso che unisce non solo i monumenti ma anche il territorio che li connette, dalle colline della Valpolicella ai laghi di Mantova.
Al centro di questa iniziativa c’è il lancio del “Gioco del Ramarro”, un progetto artistico ideato dall’artista contemporanea Flaminia Veronesi. Riprendendo la struttura del classico Gioco dell’Oca, questo gioco da tavolo invita i partecipanti a un viaggio simbolico che ripercorre le 40 meraviglie di un itinerario che va da Villa Della Torre a Palazzo Te, incontrando luoghi e personaggi della storia e della mitologia. Tra le pedine-archetipo troviamo figure come il Minotauro, la Rosa, la Sirena, il Ciclope Viola, la Pagurina e la Draga. Le caselle spaziano da “Europa” (Casella 1) a “Apollo, Pegaso e la fonte Ippocrene” (Casella 40), includendo riferimenti a divinità come Venere e Giove, personaggi storici come Giulio Romano e Federico II Gonzaga, e luoghi iconici come la Camera dei Giganti e i camini di Villa Della Torre.

Il nome del gioco, “Il Gioco del Ramarro”, è intriso di significato e si lega profondamente alla storia di Palazzo Te. Il Ramarro, infatti, compare ripetutamente nelle sale del Palazzo ed è il simbolo scelto da Federico II Gonzaga per celare un messaggio segreto legato al suo tormento amoroso per Isabella Boschetti. Il gioco si rivela così non solo un passatempo, ma un vero e proprio invito al viaggio, alla conoscenza e alla meraviglia.
L’artista Flaminia Veronesi, nata a Milano nel 1986 e con una formazione tra Londra e Parigi, esplora il fantastico e il meraviglioso attraverso un approccio ludico alla pratica artistica. Come da lei stessa dichiarato, fin da bambina ha interpretato la vita come un “grande Gioco dell’Oca”, vedendo nel gioco il concetto fondante della sua ricerca artistica. Per Veronesi, il gioco è un’oasi di gioia, un simbolo della vita, un esercizio dell’assurdo che cura la ferita tra uomo e mondo. È una dimensione parallela dove tutto è possibile, permettendo la “suspension of disbelief” e stimolando la fantasia, ovvero la capacità di combinare elementi noti per crearne di nuovi. Giocare, in questa visione, significa creare, gioire, e allenare la capacità di contribuire creativamente alla realtà condivisa, accettando la perpetua trasformazione del mondo.


Questo progetto nasce da una profonda riflessione sul concetto di “meraviglia”. Caterina Sofia Mastella Allegrini, Vicepresidente del Gruppo Marilisa Allegrini, sottolinea come la meraviglia – dal greco θαυμάζειν, stupore di fronte all’essere delle cose – sia stata il fulcro dell’intero progetto. Per Platone e Aristotele, la meraviglia è la condizione iniziale del filosofo, l’origine stessa della filosofia, e come sostiene Schopenhauer, si manifesta anche nella contemplazione dell’opera d’arte. L’obiettivo è proprio quello di restituire ai visitatori e ai giocatori lo stupore vissuto dai Gonzaga e dai Della Torre nel Cinquecento, quando i loro palazzi erano luoghi dedicati all’onesto ozio, alla cultura classica e alla conversazione.
Parallelamente al “Gioco del Ramarro”, il progetto si arricchisce con l’evoluzione del progetto enologico che già in passato aveva visto Villa Della Torre vestire due edizioni limitate dei propri vini con gli affreschi delle Camere dei Giganti e di Amore e Psiche di Palazzo Te. A completamento di questa offerta, si aggiunge ora un’edizione limitata di Amarone dedicata alla Camera del Sole e della Luna. Queste etichette da collezione raffigurano sezioni della volta del soffitto e l’affresco centrale con l’allegoria del carro del Sole e della Luna, simbolo del trascorrere del tempo. Il vino, in questo contesto, diventa un potente strumento di comunicazione, capace di raccontare arte, architettura, storia, territorio e cultura produttiva, in un’armoniosa contaminazione tra patrimonio materiale e immateriale.
Il “Gioco del Ramarro”, prodotto in soli 500 esemplari artistici, e i vini in edizione limitata, saranno disponibili a partire da inizio luglio presso Villa Della Torre e Palazzo Te, e nei rispettivi shop online. Un’occasione unica per immergersi in un’esperienza che celebra l’arte, la storia e il potere trasformativo del gioco, accorciando idealmente le distanze tra due capolavori del Rinascimento italiano.



