Stuart Semple rende visibile un colore non percepibile dall’occhio umano

Ispirato alla scoperta scientifica di “olo”, un blu-verde invisibile all’occhio umano, Stuart Semple ha creato YOLO, un pigmento che tenta di riprodurne l’effetto e offerto agli artisti a un prezzo simbolico

La scoperta di “olo”, un blu-verde dalla saturazione non percepibile dall’occhio umano, poteva rimanere confinata nei laboratori dell’Università della California a Berkeley. Per vederlo occorrono un sistema laser sofisticato e un software dedicato, “Oz”, capace di stimolare esclusivamente i coni medi della retina. Ma per l’artista britannico Stuart Semple questa sfida era irresistibile. Celebre per la sua guerra aperta contro l’esclusività cromatica nell’arte — dallo scontro con Anish Kapoor sul Vantablack alla creazione del “rosa più rosa di sempre” — Semple ha deciso di portare “olo” fuori dai laboratori, trasformandolo in un pigmento accessibile a tutti. Lo ha chiamato YOLO, acronimo di You Only Live Once, e lo descrive come la più vicina approssimazione possibile a un colore che, in teoria, nessuno dovrebbe poter vedere.

La scoperta del colore

La scoperta di “olo” nasce da un esperimento di neuroscienza visiva che ha messo alla prova i limiti fisiologici dell’occhio umano. I ricercatori dell’Università della California a Berkeley, unendo competenze di ingegneria elettrica e ottica, hanno ipotizzato che stimolando in modo isolato i soli coni medi (M-cones), deputati alla percezione del verde, fosse possibile generare una sensazione cromatica estranea allo spettro tradizionale.

Per farlo, hanno progettato un apparato laser capace di colpire selettivamente questi fotorecettori, eliminando ogni interferenza da parte dei coni sensibili al blu e al rosso. Il software “Oz” ha coordinato la modulazione dei fasci luminosi e l’elaborazione dei dati, consentendo di ottenere un blu-verde dalla saturazione senza precedenti, privo di equivalente percettivo nella vita reale. Pubblicata su Science Advances il 18 aprile 2025, la ricerca definisce “olo” come un colore “fuori gamut”, ovvero al di là della gamma cromatica accessibile al sistema visivo umano in condizioni normali.

La sfida di Stuart Semple

Autodidatta nella chimica del colore e promotore dell’arte aperta, Semple ha lavorato su rifrazione, lunghezze d’onda e risposta retinica per avvicinare la sensazione visiva di “olo” a un medium fisico. Il risultato è una vernice venduta a 10mila dollari, ma offerta agli artisti a soli 29,99 dollari per una bottiglia da 150 ml. Per Semple, YOLO è più di un pigmento: è un atto politico e poetico insieme, un tentativo di dimostrare che anche ciò che sembra esclusivo o inaccessibile può essere condiviso.