Manifesta 17 a Coimbra: la biennale europea per la prima volta in Portogallo

Con l'edizione del 2028 Manifesta 17 fa tappa in Portogallo grazie a una collaborazione con Anozero, l'Università e il governo portoghese

Le voci circolavano da tanto ma adesso la conferma ufficiale è arrivata: Coimbra ospiterà Manifesta 17 nel 2028. L’annuncio è stato dato il 4 agosto 2025 dalla ministra portoghese della Cultura, Margarida Balseiro Lopes, in sinergia con Anozero – Bienal de Coimbra, l’Università di Coimbra e il Ministero del Turismo, segnando il debutto della biennale europea nomade in Portogallo.

L’edizione 2028 e il tema scelto

La biennale nomade europea approda quindi per la prima volta in Portogallo. L’unione tra la biennale e Anozero – Bienal de Coimbra, l’Università di Coimbra, la municipalità e le istituzioni nazionali è pensata come progetto co-creativo intervento urbano e culturale, con l’obiettivo di integrare arte, comunità e rigenerazione urbana locale. La direttrice di Manifesta, Hedwig Fijen, ha anticipato che l’edizione 2028 segnerà una nuova fase di collaborazione interculturale tra “istituzioni, collettivi, collettività e artistə”, un modello che «rappresenta il futuro del sistema dell’arte in Europa».

Per quanto riguarda il tema generale, le prime anticipazioni dicono che sarà allineato ai contenuti del Manifesta Journal #17 – Future(s) of Cohabitation: riflessioni sul “trasversale”, sull’in-betweenness culturale, sulla ridefinizione delle identità ibride, attraverso una lente post-coloniale ed ecologica. 

Una collaborazione strategica

Manifesta è una biennale itinerante che sceglie ogni due anni una nuova città europea per sviluppare progetti capaci di intrecciare arte contemporanea con contesti urbani, ambientali e comunitari. L’edizione di Coimbra sarà sviluppata in modalità di co-creazione, integrando le dinamiche locali e coinvolgendo cittadini, istituzioni e comunità per reinterpretare il futuro condiviso in Europa. Secondo la ministra Balseiro Lopes, la scelta di Coimbra è un’opportunità strategica: l’evento promette grande visibilità internazionale, stimolo turistico ed economico, oltre a un impatto duraturo sul tessuto urbano e culturale. I progetti saranno sviluppati in partnership con Anozero, la città e le istituzioni universitarie, in un modello di governance partecipativa e trasparente.