È ufficiale: Miu Miu ha selezionato Helen Marten per creare un progetto speciale destinato al Public Program di Art Basel Paris 2025. Dal 22 al 26 ottobre, il Palais d’Iéna ospiterà 30 Blizzards., performance installativa site‑specific che segna il debutto dell’artista britannica nel campo della performance live. Miu Miu conferma così, per il secondo anno di fila, la propria presenza come partner culturale attivo della fiera.

Miu Miu prosegue la sua strategia culturale pluriennale, sviluppando sinergie tra moda, arte e femminilità. Fin dal lancio della serie Women’s Tales nel 2011, il brand ha coinvolto registe donne in progetti riflessivi sulla femminilità contemporanea. Per Miuccia Prada, l’identità femminile è un tema centrale, e il dialogo con l’arte contemporanea diventa naturale estensione di questa visione. Con progetti come Tales & Tellers (curato da Goshka Macuga all’Art Basel Paris 2024), Miu Miu riafferma la sua vocazione culturale, collocandosi come ponte tra estetica, narrazione e impegno artistico. In una dichiarazione ufficiale, Miu Miu afferma che «Marten esplora il modo in cui abitiamo il mondo e lo rielaboriamo attraverso percezioni, linguaggio e immaginazione», sottolineando l’aderenza del progetto ai valori del brand.

30 Blizzards.L’universo scenico di Helen Marten
Helen Marten, vincitrice del Turner Prize e del Hepworth Prize for Sculpture, è nota per il suo approccio concettuale multidisciplinare che intreccia scultura, video, testo e performance. Per “30 Blizzards.”, in collaborazione con il regista teatrale Fabio Cherstich e la compositrice Beatrice Dillon, Marten realizza un’installazione performativa che integra libretto, monologhi, film generati al computer e strutture scultoree su piattaforme connesse. L’opera affronta tematiche come identità, linguaggio, tempo e trasformazione, configurandosi come paesaggio poetico dell’umano.

È la prima esperienza performativa live di Marten: un tessuto narrativo frammentato che invita lo spettatore a navigare tra figure nomi come The Dentist, The Dog, Asphalt, ognuna con una propria voce dentro la coreografia continua dello spazio. Il lavoro riflette una sensibilità femminista e filosofica, richiamando scrittrici come Hélène Cixous e Audre Lorde.


