Morto Robert Wilson, maestro del teatro contemporaneo

Stroncato da una malattia fulminante all'età di 83 anni, Robert Wilson ha anche curato installazioni e mostre

È scomparso a New York all’età di 83 anni Robert Wilson, regista teatrale statunitense tra i più rivoluzionari e influenti del panorama internazionale. Nato a Waco, in Texas, e conosciuto anche con il nome di Bob Wilson, ha lasciato un’impronta profonda nel linguaggio della scena, ridefinendone le coordinate visive e concettuali.

Architetto di formazione, Wilson ha trasformato il teatro in un’esperienza totale, in cui luce, spazio, movimento e suono dialogano in equilibrio ipnotico. Le sue scenografie – essenziali, geometriche, spesso dominate da silenzi eloquenti – sono diventate iconiche. Il suo approccio era multidisciplinare: ha firmato regie di prosa, opera lirica e balletto, ha curato installazioni e mostre, lavorando con figure di primo piano come Marina Abramović, Philip Glass, William Burroughs e Lady Gaga.

Autore prolifico e artista visivo, Wilson ha trovato in Europa un fertile terreno di collaborazione e accoglienza. In Italia ha avuto una relazione particolarmente stretta con il Teatro alla Scala di Milano, dove ha messo in scena numerose produzioni nel corso degli anni, l’ultima delle quali nel 2025. In una nota ufficiale, la direzione del teatro lo ha ricordato come “un artista che ha sempre inteso il teatro come opera d’arte totale, curando ogni dettaglio degli spettacoli che firmava; ma l’impatto del suo lavoro si estende alle altre arti e a tutti i campi della creatività”. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti nel corso della sua carriera, spiccano il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1993 e il Premio Europa per il Teatro nel 1997. La sua eredità vive nelle generazioni di artisti che ha ispirato e in un teatro che, grazie a lui, ha imparato a pensare in immagini, silenzi e geometrie.