Scopre un Dalì autentico in una svendita: lo paga 150 sterline, ora vale 30.000

Un antiquario di Cambridge ha acquistato un’opera che si è rivelata un autentico Dalì del 1966. Il disegno fa parte di un progetto incompiuto ispirato a Le mille e una notte

Per sole 150 sterline un antiquario di Cambridge ha acquistato un’opera che si è rivelata essere un autentico acquerello di Salvador Dalì, realizzato nel 1966 e oggi valutato tra le 20.000 e le 30.000 sterline. Il disegno, intitolato Vecchio Sultano, apparteneva a un progetto mai completato dal celebre artista surrealista, ispirato alle fiabe orientali di Le mille e una notte. A riportare la vicenda è il Guardian, che racconta come l’intuizione – e un po’ di fortuna – abbiano permesso a John Russell (nome di fantasia) di fare una scoperta straordinaria partendo da un acquisto quasi casuale. All’apparenza era solo un disegno un po’ bizzarro, venduto tra mille oggetti dimenticati. Russell stesso ha ammesso che non gli piaceva particolarmente. Eppure qualcosa lo ha colpito: una vecchia targhetta sbiadita di Sotheby’s, un piccolo dettaglio che lasciava intendere un passato importante.

Un progetto dimenticato di Dalì

Quello che sembrava un azzardo si è rivelato quindi un colpo grosso. L’acquerello, che raffigura un anziano sultano, è stato autenticato come un’opera originale di Dalì risalente al 1966. L’opera fa parte di un progetto ambizioso — e mai completato — in cui Dalì voleva illustrare Le mille e una notte. In totale, l’artista prevedeva 500 illustrazioni ispirate alle fiabe orientali, ma ne completò solo 100 prima di abbandonare l’impresa.

Il disegno era rimasto per anni dimenticato in un garage di Londra. «Dalì aveva una vera ossessione per la cultura moresca», ha raccontato Gabrielle Downie, esperta di belle arti di Cheffins, la casa d’aste che ha messo in vendita l’opera. «Era convinto – ha aggiunto – di discendere da una famiglia moresca». Le illustrazioni furono commissionate da Giuseppe e Mara Albaretto, amici e mecenati del pittore, con l’intento di pubblicarle con la casa editrice italiana Rizzoli. Ma il progetto si interruppe bruscamente e delle 100 opere completate metà andò perduta o danneggiata negli archivi Rizzoli. L’altra metà restò invece in possesso degli Albaretto e fu ereditata dalla loro figlia Christina, figlioccia di Dalì. Quelle 50 opere furono finalmente pubblicate nel 2014, risvegliando l’interesse per il progetto dimenticato.

Da acquisto d’impulso a colpo di fortuna

Vecchio Sultano ha uno stile piuttosto diverso dai lavori più celebri di Dalì, e forse è anche per questo che è passato inosservato a tanti. Russell, però, ha un debole per le opere strane. «Di solito compro cose che mi piacciono davvero – ha raccontato – in quel caso non sapevo se l’avrei mai appeso al muro, ma mi sono fidato del mio istinto». Il resto è stato una questione di pazienza e curiosità. Dopo l’acquisto, ha fatto ricerche, confrontato immagini, e più guardava l’opera, più cresceva il sospetto che potesse trattarsi di qualcosa di speciale.