A Washington un gruppo bipartisan di senatori statunitensi ha presentato l’Art Market Integrity Act, un disegno di legge che intende sottoporre il mercato dell’arte degli Stati Uniti alle stesse misure anti‑riciclaggio già in vigore in Europa e nel Regno Unito.
Un vuoto normativo da colmare
Gli Stati Uniti rappresentano il più grande mercato mondiale dell’arte, con un valore attorno ai 25 miliardi di dollari, pari al 43% delle vendite globali secondo il report congiunto Art Basel–UBS. Eppure, a differenza dell’EU e del Regno Unito, non sono mai stati obbligati ad applicare le norme del Bank Secrecy Act (BSA) all’industria artistica, lasciando spazio a pratiche misteriose sfruttabili da organizzazioni criminali, oligarchi, terroristi e cartelli.

Il testo, lungo circa 5 pagine, include l’estensione dell’ambito del BSA ai principali intermediari dell’arte. Ovvero collezionisti, gallerie, aste, consulenti e perfino musei, pur escludendo gli artisti che vendono opere proprie e gli operatori con fatturato annuo sotto i 50.000 $, oppure transazioni singole inferiori a 10.000 $. Obblighi di Customer Due Diligence (CDD), registrazione delle transazioni e segnalazione di attività sospette e potere all’U.S. Department of the Treasury di definire norme, linee guida, e sanzioni in caso di mancata conformità.
Sostegno bipartisan e appoggio istituzionale
Il disegno di legge è stato firmato da sei senatori John Fetterman (D‑PA), Sheldon Whitehouse (D‑RI), Andy Kim (D‑NJ), Chuck Grassley (R‑IA), Bill Cassidy (R‑LA) e David McCormick (R‑PA). Il sostegno arriva anche da diverse organizzazioni tra cui Transparency International USA, la FACT Coalition, la Antiquities Coalition, l’American Jewish Committee e Razom for Ukraine, che definiscono il provvedimento un pragmatico passo e soprattutto necessario per tutelare la sicurezza nazionale e la reputazione del mercato lecito.
Con l’entrata in vigore della 5AMLD nel 2020 e della 6AMLD nel maggio 2025, l’UE ha già imposto norme rigorose sul tracciamento, la retention documentale e il controllo dei beneficiari effettivi per transazioni artistiche superiori a 10.000 €. Il Regno Unito, a sua volta, ha recepito la 5AMLD prima della Brexit e mantiene controlli stringenti attraverso la Money Laundering Regulations 2017. Gli Stati Uniti, rimanendo fuori da tali obblighi, rischiano di diventare una giungla normativa per i criminali finanziari, scenario che il nuovo attacco bipartisan vuole evitare.
Il contesto ed i casi emblematici
Indagini del Tesoro USA evidenziano che il mercato dell’arte è vulnerabile a fenomeni di riciclaggio. Tra i casi più clamorosi il finanziatore di Hezbollah Nazem Ahmad, indizionato per aver riciclato oltre 160 milioni di dollari tramite arte e beni di lusso; la famiglia Rotenberg del Cremlino che ha utilizzato 18 milioni di dollari in opere per eludere sanzioni; Roman Abramovich, che ha trasferito opere per quasi 1 miliardo di dollari alla moglie prima delle restrizioni americane.
Mentre alcune piccole imprese temono l’aumento dei costi amministrativi, esperti del settore come Jane Levine de The ArtRisk Group sottolineano che un programma AML proporzionato e basato sul rischio può essere razionale, evitando costi ben più elevati legati a sanzioni, investigazioni e danni reputazionali. Presentato il 23 luglio 2025, l’Art Market Integrity Act dovrà quindi attendere il rientro del Congresso dalla pausa estiva per essere discusso, con possibilità di passaggio in autunno. Difficile però prevedere se la misura passerà senz’altro in una camera così divisa politicamente.


