Nel febbraio 2025 il Ministero della Cultura, tramite la Direzione Generale Creatività Contemporanea, ha indetto un bando pubblico internazionale per selezionare il curatore del Padiglione Italia in occasione della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – Biennale di Venezia 2026 con l’intento di valorizzare proposte curatoriali in grado di raccontare il panorama dell’arte italiana contemporanea in chiave innovativa, non convenzionale e dialogante con le urgenze sociali e culturali attuali.

Dopo cinque mesi, la commissione di valutazione (composta dal Direttore Generale della Creatività Contemporanea, il Presidente del Comitato Tecnico‑Scientifico e tre esperti internazionali nominati dal Ministro) ha selezionato dieci proposte finaliste, tra cui verrà scelta una terna conclusiva da proporre al Ministro della Cultura per la decisione definitiva. Le bozze progettuali di questi finalisti si concentrano su alcuni filoni centrali, ovvero il limite di tre artisti per progetto – soluzione già adottata in passate edizioni per incentivare una curatela densa e concentrata negli spazi delle Tese delle Vergini, all’Arsenale di Venezia; identità contemporanea italiana affrontata in relazione a crisi ambientali, migrazioni, tecnologie e globalizzazione; contaminazione disciplinare che favorisca il dialogo tra arti visive, media digitali, performance, installazioni e arte immersiva. La decisione finale è attesa entro la fine del 2025 o i primi mesi del 2026, e verrà accompagnata dall’annuncio del tema curatela e della selezione artistica specifica.
I dieci finalisti per la curatela del Padiglione Italia, profili e voci diverse
La rosa dei dieci finalisti riflette una grande eterogeneità : si tratta infatti di professionisti affermati, curatori con background digitali, impegno sociale, pluralità culturale e dialogo interculturale. In particolare, si tratta di Ilaria Bernardi, storica dell’arte specializzata in studi su avanguardie e memoria postbellica europea; Cecilia Canziani, curatrice indipendente che intreccia linguaggio critico e impegno sociale; Valentino Catricalà , studioso dei rapporti fra arte, nuove tecnologie e intelligenza artificiale; Alfredo Camerotti, con Auronda Scalera e Clelia Patella forma un gruppo curatoriale attivo nella ricerca artistica contemporanea e nella sperimentazione interdisciplinare.




Si aggiunge Antonio Grulli, attualmente curatore del programma di studi della Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia e responsabile del progetto di arte pubblica Luci d’Artista a Torino e la curatrice indipendente Marta Papini. Non mancano nomi internazionali come Justin Randolph Thompson con Janine Gaëlle Dieudji artisti/curatori che promuovono narrazioni diasporiche e interculturali, fondatori del Black History Month Florence.



Infine, Samuele Piazza, curatore OGR, con focus su arte concettuale e ricerca internazionale, Diego Sileo curatore PAC Milano, esperto di arte contemporanea asiatica e globalismi e il direttore artistico del MAXXI Francesco Stocchi con esperienza internazionale e dialogo tra ricerca storica e innovazione.





