Una nuova generazione di creativi sta riscrivendo il modo in cui guardiamo, comunichiamo e interpretiamo l’immagine. LINK IN BIO – Storie di creativi nasce per raccontare le loro visioni: un progetto che esplora i confini sempre più sfumati tra arte, design, moda e linguaggi digitali. Visioni ibride, approcci trasversali, estetiche che non chiedono definizioni.
Architetta e interior designer con base a Roma, Mirta Ottaviani si dedica a progetti di ristrutturazione in ambito residenziale e commerciale. Dopo aver conseguito la laurea in Architettura, ha lavorato per diversi studi di interior design in Italia e in Francia prima di fondare il proprio studio nel 2021. Il suo approccio progettuale si distingue per l’idea di un design immersivo, nato dalla sua profonda passione per l’architettura e il design, concepiti come un’unica visione. Nei suoi progetti dedica particolare attenzione alla ricerca di pezzi unici e alla realizzazione di elementi su misura, per dare carattere e personalità agli spazi. Cresciuta all’interno del laboratorio creativo di sua madre, immersa tra tessuti e pietre, ha imparato fin da giovane l’arte della composizione, combinando con armonia forme, colori e materiali.

Da dove vieni, come hai iniziato e come ti consideri oggi?
Dopo il liceo classico, mi sono iscritta alla facoltà di architettura a Roma, con una breve parentesi di studio in Francia. Fin dai primi anni accademici, ho avuto una visione chiara del mio percorso professionale: le grandi strutture non mi hanno mai affascinato particolarmente, poiché affrontano il progetto su una scala così ampia da far perdere i dettagli. Mi ha sempre attratto di più progettare gli spazi quotidiani: dalla casa al bar, dalla boutique al ristorante. Amo curare ogni dettaglio, quasi con ossessione, per trasformare ambienti familiari in luoghi che raccontano una storia, suscitino emozioni attraverso ogni elemento. Oggi mi considero pienamente soddisfatta dei traguardi raggiunti e felice di aver costruito la mia carriera nella mia città, Roma.
Social e gusto estetico vanno a braccetto. Se dovessi pensare a uno stile a cui ti
ispiri, quale sarebbe?
I social offrono a ciascuno di noi uno specchio che riflette ciò che desideriamo vedere: quello che cerchiamo, ciò che ci piace, il nostro gusto estetico. Non sono solo un luogo dove seguire tendenze, ma uno spazio dove ognuno costruisce il proprio mondo visivo. Per me, è difficile identificarmi in un solo stile; mi attraggono molte cose e apprezzo anche estetiche apparentemente distanti dalla mia. Piuttosto che aderire a un’etichetta specifica, mi ispiro a ciò che è fatto bene, che trasmette cura, passione e attenzione ai dettagli. Cerco di cogliere la lezione da ogni progetto, da ogni immagine, da ogni esperienza. Questa apertura mi permette di evolvermi continuamente, di arricchire il mio linguaggio visivo e di rimanere fedele alla mia autenticità. Penso di avere uno stile eclettico, ma molto caratterizzato: ogni elemento che scelgo, ogni progetto che realizzo, riflette il mio gusto personale, che è facilmente riconoscibile. Nonostante la varietà delle influenze, c’è una coerenza sottile che lega tutto insieme, creando un’identità visiva unica.


Quali strategie metti in campo per allargare la tua community?
Non seguo strategie predefinite: condivido ciò che faccio e ciò che mi piace con autenticità, senza costruire una facciata. Non vivo la condivisione come un obbligo, ma come un piacere. Mi piace poter condividere con chi mi segue il mio percorso e tutte le cose che mi appassionano. È un diario estetico, un grande moodboard del mio lavoro che è anche gran parte della mia vita. Condivido sia contenuti spontanei, realizzati con l’iPhone, sia foto professionali dei miei progetti, realizzate da fotografi. Questo mix di autenticità e professionalità permette di mostrare il lato umano del mio lavoro, creando una connessione più profonda con il pubblico.
Anche l’arte e la cultura viaggiano veloce. Secondo te, quanto sono utili i social per la divulgazione culturale?
I social offrono un accesso immediato e globale alla cultura, rendendo più facile condividere e scoprire contenuti artistici. Tuttavia, questa velocità comporta anche il rischio di superficialità: spesso, la fruizione rapida impedisce una riflessione profonda sui contenuti. Inoltre, la pressione per produrre continuamente nuovi contenuti può portare a una diminuzione della qualità e della sostanza, privilegiando l’intrattenimento a breve termine rispetto alla sostanza culturale.


I social generano nuovi modi di fruizione. Quali sono vantaggi e limiti?
I social hanno trasformato il modo in cui consumiamo contenuti, offrendo vantaggi come la
personalizzazione e l’accesso immediato. Tuttavia, questo nuovo paradigma comporta anche
limiti significativi: la velocità e la quantità di contenuti possono sovraccaricare l’utente,
riducendo la capacità di concentrazione e apprezzamento. Inoltre, la necessità di intrattenere
rapidamente può portare a una semplificazione eccessiva dei contenuti, sacrificando
profondità e significato.
Da utente: il tuo profilo preferito?
Sono da sempre una grande ammiratrice di “The World of Interiors”, una rivista che seguo con attenzione anche sul loro profilo Instagram. Questo account offre una selezione estremamente curata di interni, lontana dalle tendenze passeggere.


