Palazzo Collicola a Spoleto apre la sua stagione estiva con un programma espositivo di grande rilievo, che segna non solo l’inizio del Festival dei Due Mondi ma anche il venticinquesimo anniversario dell’apertura del museo. Aperte al pubblico sono infatti cinque nuove mostre con un’identità distinta, che compongono un racconto corale sulla vitalità della scena artistica contemporanea. Tra i protagonisti figura William Kentridge, artista sudafricano di fama internazionale, al centro della mostra Pensieri fuggitivi, curata da Saverio Verini. L’esposizione – frutto di una coproduzione tra i Musei Civici di Spoleto, il Festival dei Due Mondi, la galleria Lia Rumma e il William Kentridge Studio – raccoglie oltre 50 opere realizzate negli ultimi 25 anni, tra disegni, video, taccuini, sculture e stampe. Il titolo evoca il pensiero in movimento e il valore del dubbio come forza creativa, cifra distintiva del linguaggio dell’artista, che sarà anche autore del manifesto ufficiale del Festival e protagonista dello spettacolo The Great Yes, The Great No.



Al piano terra del palazzo, Listen to Your Eyes propone un viaggio in una delle più interessanti collezioni private italiane: quella di Primo De Donno, con opere che spaziano da de Chirico e Fontana a Boetti, Beecroft e Arienti, accompagnate da una ricca documentazione critica, editoriale ed effimera. A curarla, lo stesso De Donno insieme a Saverio Verini e Viaindustriae. Nella stessa sezione si trova la mostra sui manifesti del Festival dei Due Mondi (1958–2025), che ricostruisce la storia visiva dell’evento attraverso i contributi di artisti del calibro di Burri, Kapoor, Frankenthaler, Miró, Twombly e molti altri. Al secondo piano, Corpi d’aria di Stefano Cerio, curata da Stefano Chiodi, esplora le fragilità del paesaggio contemporaneo attraverso installazioni gonfiabili in luoghi segnati dal trauma o dalla trasformazione ambientale, come L’Aquila o il ghiacciaio della Brenva, oggi minacciato dal cambiamento climatico. Il progetto nasce grazie al bando nazionale Strategia Fotografia promosso dal Ministero della Cultura.



In parallelo, viene presentata anche una mostra-archivio sui dieci anni di attività dei Mahler & LeWitt Studios, curata da Guy Robertson, che ripercorre le residenze e i progetti speciali sviluppati in questi anni negli ex studi di Anna Mahler e Sol LeWitt. La rete di iniziative si estende anche oltre Palazzo Collicola: nella Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, l’artista romano Gianni Politi torna a esporre con Le cose non saranno mai più come prima (del potere anarchico dell’amore), un progetto site-specific che dialoga con lo spazio sacro e le sue stratificazioni storiche. L’ex Battistero della Manna d’Oro, invece, accoglie The Centre for the Less Good Idea, mostra e programma di residenze fondati da Kentridge e Bronwyn Lace, con quattro diorami animati che utilizzano la tecnica illusionistica del Pepper’s Ghost. Infine, Casa Menotti ospita la giovane artista Federica Di Pietrantonio, con un intervento che rielabora in chiave sonora e installativa la memoria dello spazio domestico e del maestro Gian Carlo Menotti.



Palazzo Collicola e la «visione aperta, inclusiva e internazionale»
In occasione dell’inaugurazione, il direttore Saverio Verini ha sottolineato il carattere articolato e ambizioso di questa stagione: «Il venticinquesimo anno di Palazzo Collicola coincide con una programmazione che guarda tanto alla storia dell’arte del Novecento quanto alle esperienze più attuali, mantenendo una visione aperta, inclusiva e internazionale».


Parole condivise anche dal sindaco Andrea Sisti, che ha evidenziato la centralità dell’offerta culturale per l’identità della città: «Questo programma rende Palazzo Collicola un vero epicentro culturale, che arricchisce il Festival e valorizza un’istituzione fondamentale per Spoleto». Per il vicesindaco Danilo Chiodetti, il museo «si conferma laboratorio generativo e punto di incontro tra il locale e il globale, tra memoria e immaginazione». Le mostre saranno visitabili fino al 2 novembre 2025, in un’estate che segna per Spoleto una nuova stagione di apertura al mondo, dove la città umbra si propone come crocevia di artisti, visioni e linguaggi capaci di dialogare in modo profondo con il presente.




