Si apre un nuovo capitolo giudiziario per Rachida Dati, attuale Ministra della Cultura in Francia, che dovrà comparire in tribunale con accuse pesanti: corruzione, traffico di influenze, abuso di potere e abuso di fiducia. Lo ha reso noto una fonte giudiziaria all’agenzia AFP. La data del processo sarà stabilita il 29 settembre, ma l’avvio effettivo dell’iter potrebbe slittare a dopo le elezioni municipali di Parigi nel marzo 2026, dove Dati era indicata come possibile candidata del centrodestra.
Le contestazioni risalgono al periodo in cui Dati era eurodeputata. Tra il 2010 e il 2012 avrebbe ricevuto circa 900.000 euro dalla società Rnbv, filiale olandese di Renault-Nissan, all’epoca sotto la guida di Carlos Ghosn. Secondo gli inquirenti, i fondi sarebbero stati versati per attività di consulenza mai documentate, e potrebbero celare pressioni indebite esercitate nell’interesse del gruppo automobilistico — un comportamento espressamente vietato ai membri del Parlamento europeo. Dati, già ministra della Giustizia sotto Nicolas Sarkozy, ha sempre negato le accuse, rivendicando la correttezza del proprio operato.

Coinvolto nello stesso procedimento anche Carlos Ghosn, oggi 71 anni, ex leader dell’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. Dopo l’arresto a Tokyo nel 2018 per reati finanziari, Ghosn è fuggito in Libano nel 2019 in circostanze rocambolesche, eludendo la sorveglianza all’interno di una cassa per strumenti musicali. Attualmente è irreperibile, protetto dal fatto che il Libano non prevede accordi di estradizione né con la Francia né con il Giappone. Anche lui ha respinto ogni accusa.


