Per la prima volta in quasi due secoli, il Museo di Stato di New York (NYSM) inaugura una nuova epoca con la nomina di Jennifer Saunders come direttrice, segnando una svolta nella lunga storia dell’istituzione, mai prima d’ora guidata da una donna. Il NYSM, fondato nel 1836, è il più antico e importante museo pubblico degli Stati Uniti. Con oltre 20 milioni di reperti che attraversano 1,1 miliardi di anni di storia naturale e umana, rappresenta un vero pilastro culturale per il mondo intero.

La nomina di Saunders, ufficializzata durante una conferenza stampa lunedì 14 luglio, rompe per la prima volta una linea direttiva lunga quasi due secoli che non aveva mai visto una donna alla guida del museo. «Non vedo l’ora di collaborare con il personale e valorizzare questa collezione per raccontare ogni storia che la Grande Mela custodisce», ha dichiarato entusiasta la neo direttrice. Ha inoltre confessato di voler ripercorrere le proprie radici familiari a New York, risalenti all’epoca della Guerra d’Indipendenza.
Una visione inclusiva
Saunders assumerà l’incarico a settembre, lasciando la direzione del Washington State History Museum a Tacoma, dove ha guidato per 14 anni la Washington State Historical Society. Durante questo periodo ha raddoppiato il budget operativo e inaugurato importanti programmi, fra cui una serie multimediale sulla storia afro-americana e un monumento a George Bush, primo colono afroamericano nel Pacifico nord-occidentale. Anche il comitato di selezione ha lodato il suo approccio: «combina visione strategica con esperienza sul campo, engagement del pubblico e buone prassi museali» ha commentato infatti Brent Glass, ex direttore dello Smithsonian.

Sfide politiche sullo sfondo
Questo incarico arriva in un momento delicato per il museo. Da mesi infatti, è in corso una tensione tra il Dipartimento dell’Istruzione dello Stato di New York, che gestisce il museo, e l’ufficio della governatrice Kathy Hochul. Al centro dello scontro ci sono i piani di rinnovamento dell’edificio. Il dipartimento aveva elaborato un progetto da 14 milioni di dollari, mentre Hochul ha annunciato a sorpresa un piano ben più ambizioso da 150 milioni, senza aver prima consultato i responsabili del museo. Le relazioni tra gli enti si sono di conseguenza incrinate.
A febbraio il Department ha lamentato di essere stato informato tramite i media, e non anticipatamente, riguardo all’iniziativa della governatrice. Interrogata su questo nodo politico, Saunders ha risposto con molto prontezza. «Non ho alcuna titubanza nel collaborare con le istituzioni statali. È evidente che il commissario, la governatrice, il legislatore e la comunità tengono profondamente a questa istituzione. E questo è ciò che mi entusiasma: costruire una visione condivisa, con tutti gli stakeholder, per poi realizzarla». Michael Mastroianni, direttore ad interim, ha aggiunto «crediamo che in Jennifer il museo abbia trovato la guida giusta, capace di posizionarlo tra i migliori del paese entro dieci anni».
Verso un museo modello per il XXI secolo
Le aspettative per i prossimi anni sono dunque alte. L’ambizione è trasformare il NYSM in un riferimento nazionale per l’inclusività, l’innovazione educativa e il dialogo civico, soprattutto dopo la gestione di 37 anni (dal 1987 al 2024) da parte di Mark Schaming. Il Museo di Stato, collocato di fianco alla Biblioteca e Archivio del New York State Education Department, ambisce dunque a reinventarsi senza perdere il proprio legame con le tradizioni. La sfida di Saunders sarà quella di armonizzare visione, storia e comunità.

Con l’autunno alle porte, sarà interessante osservare come Saunders darà forma concreta alle sue proposte. Dagli spazi espositivi alla narrazione storica, fino all’uso di nuove tecnologie e programmi educativi. Se saprà avviare un dialogo forte tra istituzioni, didattica e storie spesso dimenticate, potrà realizzare un sensazionale modello di museo.


