Il paesaggio mutevole del vivere contemporaneo sulla spiagge di Senigallia

La 15° edizione della manifestazione riflette sulle trasformazioni dell’abitare, tra metamorfosi sociali e nuovi modelli culturali

Tra le luci della notte adriatica, sulle spiagge di Marzocca, frazione del comune di Senigallia in provincia di Ancona, si accende ancora una volta il faro di Demanio Marittimo.Km-278, la manifestazione estiva che da quindici anni esplora i confini del progetto culturale, architettonico e artistico contemporaneo. Il tema della 15ª edizione, ABITARE/DISABITARE, si propone come lente critica attraverso cui osservare, decostruire e reinventare i concetti fondamentali del nostro tempo: casa, comunità, spazio pubblico, architettura, identità.

A guidare la riflessione è un’idea bifronte: da un lato, i nuovi modi dell’abitare legati alla trasformazione degli stili di vita, all’emergere di forme temporanee, condivise e post-proprietarie dello spazio; dall’altro, il disabitare, come gesto speculare e necessario, che coinvolge non solo il declino o l’abbandono materiale, ma anche il rifiuto critico, la distanza, la sospensione, la transizione.

Una nuova grammatica del vivere

Il concetto di “disabitare”, mai come ora, si rivela fertile. È la soglia dove convergono mutamenti sociali, filosofici, climatici, economici. Un tempo “abitare” significava costruire un’identità stabile legata a un luogo fisico. Oggi, in un’epoca in cui tutto è interconnesso e al tempo stesso precario, si moltiplicano le forme del vivere mobile, transitorio, fluido. Il capitalismo del noleggio e dello sharing economy, le migrazioni climatiche, le forme ibride di co-housing e co-working, la virtualizzazione del quotidiano, ma anche le scelte di chi decide di sottrarsi, di vivere ai margini, di abitare l’assenza: tutti questi elementi ridisegnano il paesaggio dell’abitare e aprono lo spazio al “disabitare”.

In questo scenario, Marzocca si trasforma in piattaforma di dialogo aperta al mondo: una notte di pensiero, pratica e visione che riunisce ospiti internazionali, architetti, artisti, curatori, studiosi, astronauti e filosofi del quotidiano. Come ogni anno, il cuore simbolico del progetto è il padiglione temporaneo costruito sulla spiaggia, frutto di un concorso tra studenti della Facoltà di Architettura dell’Università di Lubiana – partner di questa edizione: l’allestimento incarna lo spirito della manifestazione grazie a una struttura leggera, reversibile, aperta, che si trasforma con la luce e la presenza, proprio come le città contemporanee. L’omaggio inaugurale è dedicato a Mario Giacomelli, nel centenario della sua nascita, con un focus che intreccia fotografia, memoria, paesaggio e territorio. Intervengono, tra gli altri, Katiuscia Biondi Giacomelli, Francesco Permunian, Bartolomeo Pietromarchi e Massimo Raffaeli, a testimoniare la forza evocativa di un autore che ha saputo “abitare il paesaggio” con lo sguardo.

A discutere dei “non-luoghi” per eccellenza, come i depositi museali – spazi al tempo stesso abitati e disabitati – intervengono rappresentanti del MAXXI, del Getty Research Institute, del V&A Storehouse, insieme a Elizabeth Diller e Maristella Casciato. La manifestazione indaga anche luoghi iconici del vivere collettivo come lo stadio, oggetto della mostra in corso al MAXXI, e la galleria d’arte, che oggi si reinventa come spazio ibrido, aperto alla socialità, come testimonia l’esperienza torinese di Franco Noero. A chiudere la rassegna la presenza di Anri Sala, artista albanese tra i più significativi del panorama contemporaneo, in dialogo con Sislej Xhafa e Lorenzo Benedetti.