Bruxelles mira a rilancare cultura, democrazia e diritti: nella proposta per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, la Commissione europea ha presentato AgoraEU, un nuovo programma da 8,6 miliardi di euro dedicato a cultura, media e società civile. L’iniziativa mira a unificare in un’unica cornice i precedenti programmi Europa Creativa e CERV (Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori) ed in particolare, il budget proposto prevede 1,8 miliardi di euro per il filone Cultura, 3,2 miliardi per MEDIA+, 3,6 miliardi per la sezione dedicata a Democrazia, Diritti e Valori.
Rispetto al bilancio attuale (2021–2027), si tratterebbe di un vero e proprio raddoppio degli investimenti europei nella cultura e nei media, che passano da circa 2,4 miliardi di euroo a quasi 5 miliardi. Un passo definito “positivo ma ancora insufficiente” da Culture Action Europe, la più grande rete europea di organizzazioni culturali, che chiede al Parlamento e al Consiglio UE di rafforzare ulteriormente la dotazione nei prossimi passaggi negoziali.

AgoraEU, tra competività, ricerca, istruzione e cultura
ll nuovo progetto manterrà i principali strumenti di Europa Creativa, tra cui il sostegno a progetti di cooperazione transnazionale, mobilità degli artisti, reti culturali, Capitali europee della cultura e premi culturali. Diverse le novità anche in termini di semplificazione amministrativa, con il ricorso a finanziamenti forfettari per snellire le procedure.
AgoraEU fa parte della seconda rubrica del bilancio UE – dedicata a competitività, ricerca, istruzione e cultura – che insieme ad Erasmus+ e Orizzonte Europa rappresenta il cuore dell’investimento sul capitale umano europeo. Ma mentre la Commissione sottolinea il valore strategico della cultura per la coesione e l’identità europea, alcuni Stati membri chiedono un contenimento della spesa e una maggiore focalizzazione su sicurezza e difesa.
Ora inizia la fase cruciale: Parlamento e Consiglio UE dovranno esaminare e modificare la proposta nel corso dei prossimi due anni. L’adozione definitiva è attesa entro la fine del 2027, con i negoziati che entreranno nel vivo già da questo autunno. Nel frattempo, il mondo della cultura resta mobilitato: “AgoraEU è un primo passo, ma serve una visione più ambiziosa per il futuro culturale dell’Europa”, avverte Culture Action Europe.



