Marina Abramović conquista il Praemium Imperiale per la scultura, consacrando ancora una volta il suo ruolo centrale nella scena artistica contemporanea. La celebre artista serba è tra i vincitori della 36ª edizione del prestigioso premio assegnato dalla Japan Art Association, considerato l’equivalente del Premio Nobel nel mondo dell’arte. Insieme a lei sono stati premiati Peter Doig (pittura), Eduardo Souto de Moura (architettura), András Schiff (musica) e Anne Teresa De Keersmaeker (teatro/cinema).

I vincitori sono stati annunciati il 16 luglio e verranno ufficialmente insigniti a Tokyo il 22 ottobre, durante una cerimonia presieduta dal Principe Hitachi, patrono onorario della Japan Art Association. Ognuno di loro riceverà 15 milioni di yen (circa 91.000 euro), un diploma e una medaglia. Abramović è conosciuta per aver radicalmente ridefinito il ruolo dell’artista e del pubblico, usando il proprio corpo come strumento espressivo in opere che hanno spesso messo a rischio la sua stessa incolumità. Dalle prime performance degli anni ’70 fino alle celebri opere recenti, come The Artist Is Present (MoMA, 2010), Abramović ha affrontato i limiti della resistenza fisica e mentale, cercando nei gesti estremi e nel silenzio una forma nuova di contatto emotivo con lo spettatore. La sua arte, spesso dolorosa e trasformativa, ha aperto una strada oggi ampiamente percorsa da generazioni di performer.
Gli altri vincitori premiati dalla Japan Art Association
Per la pittura, il riconoscimento va a Peter Doig, artista britannico nato a Edimburgo e figura di rilievo della Nuova pittura figurativa. Le sue opere, spesso sospese tra sogno e memoria, sono popolate da paesaggi misteriosi, reminiscenze dell’infanzia trascorsa tra Trinidad e il Canada. Con una tavolozza densa e un tocco quasi cinematografico, ha saputo dare nuova linfa alla pittura narrativa, spingendola verso territori emotivi e visionari.



Eduardo Souto de Moura, architetto portoghese e allievo di Álvaro Siza, è stato premiato nella categoria architettura. È noto per un approccio progettuale sensibile al contesto e radicato nella cultura dei luoghi. Le sue opere, che spaziano da monasteri riconvertiti a musei e stadi, riflettono una riflessione profonda sull’uso dei materiali, sull’identità dei territori e sulle sfide ecologiche contemporanee. Nel campo musicale, il premio è stato assegnato a Sir András Schiff, pianista e direttore d’orchestra di fama internazionale. Infine, per la sezione teatro/cinema è stata premiata Anne Teresa De Keersmaeker, coreografa belga e figura centrale della danza contemporanea europea.

Ad essere assegnata anche la Borsa di Studio del Praemium Imperiale 2025 per Giovani Artisti, andata quest’anno al National Youth Theatre of Great Britain. Il riconoscimento, istituito nel 1997 sostiene artisti emergenti o organizzazioni impegnate nella formazione delle nuove generazioni. Il Praemium Imperiale arricchisce così la sua lunga storia di eccellenza, che ha già incluso nomi come Federico Fellini, Sophia Loren, Renzo Piano, Maurizio Pollini e Arnaldo Pomodoro.
All photos The Japan Art Association


