Termoli ha ufficialmente presentato la propria candidatura a Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2027. L’annuncio è arrivato il 14 luglio 2025, congiuntamente dal sindaco Nico Balice e dal presidente della Regione Molise Francesco Roberti, e rappresenta un passo ambizioso per la città adriatica, decisa a valorizzare il proprio ruolo di laboratorio culturale e sociale attraverso l’arte contemporanea.
La candidatura affonda le radici in una tradizione culturale di lungo corso, avviata negli anni Cinquanta con il Premio Termoli, uno dei primi riconoscimenti italiani dedicati all’arte contemporanea. Grazie a questa intuizione pionieristica dell’amministrazione comunale, la città ha raccolto nel tempo una collezione di opere di maestri come Accardi, Turcato e Schifano, oggi custodita nel Museo MACTE, divenuto punto di riferimento per la scena artistica nazionale.

Termoli, una visione culturale che parte dal territorio
La candidatura si fonda su una narrazione potente, che fa di Termoli non solo un centro di produzione artistica, ma anche uno spazio di interpretazione del presente e proiezione verso il futuro. Come ha ricordato Paolo De Matteis Larivera, presidente della Fondazione MACTE, la città ha sempre affidato all’arte il compito di leggere le trasformazioni sociali, economiche e urbane che l’hanno attraversata.
Termoli, infatti, ha vissuto decenni di sviluppo industriale legato all’automotive, un modello oggi messo in crisi dalle incertezze legate alla mancata realizzazione della Gigafactory promessa come volano di rilancio. In questo contesto, l’arte contemporanea diventa strumento critico e costruttivo, in grado di attivare nuove visioni e partecipazione collettiva.
Il dossier e la metafora dei due assi
Il dossier di candidatura, curato da un team di professionisti guidati da Gianfranco De Gregorio e coordinato da Silvano Straccini (già direttore di Pesaro Capitale Italiana della Cultura 2024), si fonda su una metafora forte e identitaria: due assi immateriali che si incrociano simbolicamente sulla città. Il 42° parallelo Est–Ovest lega i tratturi appenninici al mare, mentre il 15° meridiano Nord–Sud collega l’eredità industriale alle nuove periferie, aprendo la strada all’economia circolare e ai linguaggi digitali. Una bussola contemporanea, che fa di Termoli un crocevia geografico e culturale tra passato e futuro.
Un programma diffuso e partecipato
Il programma candidato si articola lungo queste direttrici con oltre 30 progetti artistici che spaziano dalle arti visive al digitale, dal teatro alla danza, dal cinema alla musica. La progettazione ha coinvolto più di 40 enti, tra istituzioni pubbliche, università, fondazioni e associazioni culturali, insieme a studenti delle scuole medie e giovani artisti locali. Si tratta di un percorso corale e multidisciplinare, che intende raccontare storie inedite, riscoprire luoghi dimenticati e immaginare nuove traiettorie, connettendo l’arte alla quotidianità e alla rigenerazione del territorio.
Il progetto ha anche una dimensione interregionale e internazionale: sono previste collaborazioni con Pordenone, Capitale Italiana della Cultura 2027, e scambi artistici con l’Albania e la Croazia, attraverso residenze, rassegne e itinerari euradriatici. Come ha sottolineato Cristiana Perrella, neo-direttrice del MACRO, Termoli si conferma oggi «un crocevia culturale di prestigio, capace di trasformare la propria identità locale in un patrimonio condiviso con il resto del Paese».



