Da tempo, il Super Bowl non è più solo sport, ma uno spettacolo pubblicitario per eccellenza, palcoscenico dove i brand si sfidano a colpi di creatività e milioni di dollari. L’edizione 2025, ha confermato la regola: 116,8 milioni di spettatori incollati allo schermo e 8 milioni di dollari per appena 30 secondi di visibilità. In mezzo a questo carosello mediatico, lo spot che ha fatto più parlare di sé è stato quello firmato da Meta e Ray-Ban, protagonisti di una trovata tanto ironica quanto carica di riferimenti culturali.




“Hey Meta, who eats art?” e la banana simbolo dell’assurdo contemporaneo
Lo spot si apre nella lussuosa casa-galleria di Kris Jenner, che interpreta sé stessa nei panni di una sofisticata collezionista d’arte. Sul muro, la celebre banana di Maurizio Cattelan, Comedian venduta nel 2019 per 6,2 milioni di dollari. Entra in scena Chris Pratt, in dolcevita nero e occhiali smart Ray-Ban. Guarda perplesso la banana e chiede al suo assistente vocale: «Hey Meta, che cos’è quest’opera?». La risposta non tarda ad arrivare: «Comedian di Maurizio Cattelan. Valore stimato: 6,2 milioni di dollari».
Ma lo sketch prende una piega surreale quando compare Chris Hemsworth, che entra distrattamente nella stanza mangiando una banana e con il volto di Pratt che si deforma in un’espressione di orrore. “Quella banana vale 6,2 milioni di dollari!”, grida. “Ma stai scherzando?”, replica l’attore celebre per aver interpretato il ruolo di Thor nei film dell’universo cinematografico Marvel. Da lì in poi è il caos: i due cercano disperatamente una sostituta, mentre Jenner entra nella scena con un gelido: “Chi ha mangiato l’arte?”. Poi chiede ai suoi Ray-Ban Meta di chiamare l’avvocato.
La forza dello spot non sta solo nella comicità ben costruita o nel cast stellare, ma nella stratificazione di significati. Si ride, certo, ma si riflette anche. Cos’è l’arte? Qual è il suo valore? Chi decide cosa è autentico e cosa è imitazione? E in tutto questo, gli occhiali smart Ray-Ban by Meta, da strumenti “tech” diventano quasi personaggi narranti, dispositivi che amplificano la percezione ma anche la confusione tra reale e virtuale. Sono loro a riconoscere l’opera d’arte, ma non possono impedirne la distruzione. Con questo spot, Meta e Ray-Ban non si limitano a vendere un prodotto ma mettono in scena una performance postmoderna, dove l’arte viene assaggiata, la realtà aumentata giudica, e il pubblico – come sempre – ride, discute, si divide. Ma difficilmente dimentica.


