Il nuovo Zayed National Museum aprirà al pubblico nel dicembre 2025 sull’isola di Saadiyat ad Abu Dhabi. Progettato dallo studio britannico Foster + Partners, il museo rappresenta un omaggio allo sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, primo presidente degli Emirati Arabi Uniti, e si propone come punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio storico e culturale del Paese. Oltre a custodire reperti di inestimabile valore, sarà anche un centro di ricerca volto a promuovere studi e progetti innovativi in collaborazione con istituzioni accademiche e museali internazionali.

Un tributo allo sceicco Zayed e alla storia degli Emirati
Il museo prende il nome proprio da Zayed bin Sultan Al Nahyan (1918–2004), considerato il padre fondatore degli Emirati Arabi Uniti, ed è stato concepito come un luogo che racconta la sua vita, i suoi ideali e le trasformazioni del Paese (dalla preistoria fino ai giorni nostri). La narrazione museale si sviluppa attraverso sei gallerie permanenti distribuite su due piani, accompagnate da una settima area dedicata a esposizioni temporanee. L’arco temporale coperto abbraccia 300.000 anni di storia, con testimonianze archeologiche risalenti al Paleolitico, Neolitico, età del bronzo e del ferro.
Tra gli oggetti simbolo del museo spiccano la Perla di Abu Dhabi, datata 8.000 anni fa e rinvenuta sull’isola di Marawah, e il Corano Blu, manoscritto risalente tra il IX e il X secolo d.C., decorato con raffinati motivi in foglia d’oro. I contenuti delle gallerie approfondiscono temi come l’antico sistema di irrigazione “falaj” e l’attività estrattiva del rame in epoca protostorica. Non mancano inoltre donazioni provenienti da tutto il Paese, accanto a prestiti concessi da musei nazionali e internazionali.
L’allestimento presenta anche la ricostruzione di una barca Magan, esito della collaborazione con la Zayed University e la New York University Abu Dhabi. Uno spazio intitolato “Ai nostri antenati” illustra poi i primi scambi commerciali nel Golfo e le evidenze delle prime forme di insediamento umano nella regione.

Architettura ispirata alla falconeria e tecnologie sostenibili
Il design del museo, curato da Foster + Partners, si distingue per le cinque torri di vetro che dominano l’edificio, ispirate alle piume delle ali di un falco, animale profondamente radicato nella cultura locale. Queste strutture non sono solo un elemento estetico, ma funzionano come camini termici capaci di attirare correnti di aria fresca contribuendo alla ventilazione naturale dell’ambiente interno. Il museo si affianca ad altre celebri architetture di Saadiyat Island, come il vicino Guggenheim Abu Dhabi progettato da Frank Gehry.
Il giardino Al Masar, che circonda il museo, è stato concepito come uno spazio dedicato allo studio dell’“ecologia umana degli Emirati Arabi Uniti”, ampliando così la portata educativa dell’intera struttura. L’obiettivo della città di Abu Dhabi è attrarre 39 milioni di turisti l’anno entro il 2030, e il Zayed National Museum rappresenta uno dei principali motori di questo sviluppo culturale e turistico.

Zayed National Museum: un centro per la ricerca
Oltre alla funzione espositiva, il museo punta a divenire un polo di eccellenza nella ricerca. Il direttore Peter Magee ha ribadito l’impegno del museo nel promuovere un ecosistema di ricerca attivo e partecipativo. «Sebbene la ricerca condotta all’interno dell’istituzione sia di estrema importanza, il museo ha un ruolo fondamentale nel promuovere un ecosistema di ricerca all’interno del Paese», ha dichiarato. A questo scopo è stato istituito il Fondo per la ricerca del Museo Nazionale Zayed, con l’obiettivo di approfondire la comprensione della storia e della cultura degli Emirati.
Nel 2024, otto progetti sono stati finanziati, tra cui uno sulla mappatura dell’architettura moderna e dei punti di riferimento contemporanei degli Emirati Arabi Uniti e un’iniziativa di conservazione digitale dedicata ai petroglifi presenti sul territorio. Il museo collabora anche con istituzioni accademiche e museali estere, come il British Museum, che ha fornito consulenze e competenze fino al 2017 nella fase di sviluppo.
Il museo non si limiterà alla sola conservazione, ma offrirà strumenti di conoscenza alle future generazioni. Come dichiarato da Mohamed Khalifa Al Mubarak, presidente del Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi, «Questo museo è più di un luogo di conservazione; è una promessa per le generazioni future, un faro della nostra identità e uno spazio dove la nostra storia è raccontata non solo attraverso gli oggetti, ma anche attraverso le emozioni».



