La Loggia dei Vini a Villa Borghese riapre le sue porte con una nuova tappa del progetto LAVINIA, un’iniziativa che intreccia arte contemporanea e restauro architettonico. A partire dall’11 luglio 2025 – con inaugurazione prevista il 10 luglio dalle 18:00 alle 21:00 – il sito seicentesco ospiterà le opere di Jimmie Durham e Monika Sosnowska. Curato da Salvatore Lacagnina, il programma, promosso da Roma Capitale e realizzato da Ghella in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, continua il dialogo tra memoria storica e visioni artistiche del presente.


LAVINIA: un dialogo tra passato e presente
Il progetto LAVINIA si inserisce nel quadro di un intervento triennale che accompagna il restauro della Loggia dei Vini, situata nel cuore di Villa Borghese. L’iniziativa prende il nome da Lavinia Fontana (1552–1614), tra le prime pittrici a ottenere riconoscimento ufficiale, presente anche nella collezione della Galleria Borghese. L’obiettivo è restituire alla città spazi dimenticati attraverso un percorso che fonde arte e architettura.
L’edificio storico, costruito tra il 1609 e il 1618 per volere del cardinale Scipione Borghese, fu in origine un luogo in cui si servivano vini e sorbetti. L’omaggio a questa tradizione si rinnova simbolicamente a ogni inaugurazione del progetto con un nuovo gusto di gelato: per questa terza edizione, la scelta è ricaduta su “mango e sesamo nero”.
Il restauro dell’edificio è affidato al consorzio R.O.M.A. ed è supervisionato scientificamente dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, grazie a una donazione di Ghella. Dopo il recente intervento sulle superfici esterne, il prossimo cantiere riguarderà l’emiciclo e la pavimentazione in cotto.


Due nuovi interventi artistici site-specific
L’edizione 2025 di LAVINIA vede protagoniste due installazioni che amplificano il dialogo con la struttura storica della Loggia. L’opera di Jimmie Durham, artista cherokee scomparso nel 2021 e figura di riferimento nell’arte contemporanea, occupa il centro del loggiato. And Now, So Far In The Future That No One Will Recognize Any Of My Jokes (revisited) è una versione rielaborata di un progetto del 2022, esposto alla Fondazione Morra Greco di Napoli. L’intervento include sculture, oggetti, libri selezionati da Maria Thereza Alves, video, documenti e poesie tradotte in italiano da Sacha Piersanti. Un’esplorazione poetica e stratificata del pensiero critico dell’artista, incentrata sul linguaggio e sull’architettura come strumenti normativi.
Monika Sosnowska propone invece Recinzione (2025), un’opera che trasforma la ringhiera della Loggia in una scultura. Già autrice della maniglia che apre il cancello del sito, l’artista polacca prosegue il suo lavoro sullo smantellamento simbolico delle funzioni architettoniche. Materiali da costruzione come acciaio e ferro vengono piegati e riconfigurati in forme che riflettono la tensione tra permanenza e trasformazione.


Un percorso d’arte tra natura e memoria urbana
Le due nuove installazioni si inseriscono in un percorso artistico che si è arricchito, fin dalla prima fase del progetto, di interventi firmati da altri artisti contemporanei. Tra questi, la fontana “d’acqua infinita” di Piero Golia, la scultura con la lupa di Enzo Cucchi che funge da grata verso l’antico ninfeo, le sedute di Gianni Politi – ora rivisitate –, l’illuminazione architettonica di Johanna Grawunder e il sentiero poetico Dante Desire Line Poetry Path di Ross Birrell & David Harding, che conduce i visitatori alla Loggia accompagnandoli con versi danteschi.
L’iniziativa, aperta a tutti con ingresso libero, non si limita a valorizzare il patrimonio storico ma si rivolge anche a chi frequenta abitualmente il parco. LAVINIA si configura così come un progetto culturale a lungo termine che restituisce centralità alla Loggia dei Vini e rilancia il dialogo fra arte, architettura e spazio pubblico nel cuore di Roma.



