Al Museo Madre di Napoli è in corso la mostra Spettri Digitali, frutto del lavoro dei vincitori della seconda edizione del Premio Paul Thorel. Il percorso espositivo, curato da Sara Dolfi Agostini, resterà aperto al pubblico fino al 14 luglio 2025, esplorando l’arte digitale e le sue tensioni, tra spezzoni di realtà e una forte dimensione analogica.

Rigenerare l’arte elettronica
Il Premio Paul Thorel, nato per sostenere giovani talenti italiani nell’ambito dell’arte contemporanea, offre una residenza di un mese negli spazi della Fondazione Thorel a Napoli, seguita da una mostra collettiva e dalla pubblicazione di tre libri d’artista. I lavori esposti nascono da un laboratorio incentrato sulla riattivazione degli strumenti e spazi del pioniere dell’immagine elettronica Paul Thorel (1956–2020).
I protagonisti al Museo Madre
Al centro del progetto tre realtà e visioni legate alle dinamiche digitali, con artisti attivi in Italia e in tutto in mondo. Alterazioni Video (collettivo attivo dal 2004, con base tra New York, Berlino, Palermo e Faro), presenta il Turbo Film Rotten Sharks (24’) in cui l’IA “resuscita” lo scrittore-filosofo Filippo Anniballi. Eva & Franco Mattes (alias 0100101110101101.org, Milano–New York) ripropongono Mickey is Died!, un meme generato da post su Topolino impiccato di fronte a una televisione. Raccolgono cento possibili versioni su lavagne magnetiche, mostrando come l’immagine non sia mai uguale a se stessa e ritorni all’analogico. Infine Anna Franceschini (Pavia, 1979; vive a Milano) crea installazioni con stampe su PVC e tapis roulant. Le statue come David e Venus diventano souvenir esposti su camminatori elettronici. Inoltre, nella performance Videogiochi Napoli del 30 maggio, eseguita con suoni di Fabrizio Vatieri, i presepi napoletani si muovono come in un videogioco.


Tra purgatorio digitale e iconografia sacra
Il fil rouge della mostra è un’esperienza di “purgatorio digitale“, creato tramite immagini trapassate da analogica infosfera globale e viceversa. In questo modo, Spettri Digitali evidenzia la natura fluida e alterabile dell’immagine fotografica. Napoli, con il suo culto delle anime in pena, diventa un open-air teatro di questa riflessione e un luogo che storicamente media tra morte e devozione.
L’istituzione del digitale al Museo Madre
La mostra è promossa dalla Fondazione Donnaregina – Museo Madre e dalla Fondazione Paul Thorel. Angela Tecce (Presidente del Madre) ed Eva Fabbris (Direttrice) affermano che «con questo progetto confermiamo la volontà di dare spazio a iniziative e nuovi linguaggi, in questo caso in particolare digitali». Il presidente della Fondazione Paul Thorel Guido Costa sottolinea inoltre l’importanza di un «osservatorio unico in Italia» che metta a fuoco l’immagine digitale fino ai nostri giorni. Napoli, dal canto suo, con la sua storia del rito e della memoria si rivela il palcoscenico perfetto per questa riflessione.

info: madrenapoli.it


