Nel 2026 Arles si prepara ad accogliere un nuovo protagonista nel suo scenario culturale. L’artista francese Jean-Marc Bustamante, figura centrale dell’arte contemporanea europea dagli anni ’70, inaugurerà la Fondation Bustamante, un centro culturale innovativo che sorgerà nel cuore della città, all’interno di un’ex chiesa medievale riconvertita. La scelta del luogo è tutt’altro che casuale: la Chiesa di Sainte-Croix, edificio romanico del XII secolo, sarà oggetto di un attento restauro a cura dell’architetto e designer Charles Zana, con l’obiettivo di coniugare rispetto per la memoria storica e funzionalità contemporanea.
I nuovi spazi ospiteranno mostre, una biblioteca, una boutique di edizioni d’artista e un caffè conviviale. Tutto sarà accessibile e sostenibile, in linea con gli standard ambientali della città. Alla direzione dei lavori, Eric Perez, già noto per il coordinamento di progetti come la LUMA Tower. Per Bustamante si tratta di un ritorno significativo. Arles fu la città che, nel 1973, accolse una delle sue prime mostre durante le Rencontres d’Arles, al Musée Réattu. Cinquant’anni dopo, l’artista rinnova quel legame fondando uno spazio che porta la sua impronta non solo nella visione, ma anche nella direzione artistica.

La Fondation Bustamante
La Fondation Bustamante poggia su tre assi principali: conservazione dell’opera dell’artista, con archivi accessibili al pubblico e ai ricercatori; sostegno alla produzione contemporanea, attraverso una programmazione espositiva inclusiva e interdisciplinare; e formazione, con masterclass, incontri e simposi guidati dallo stesso Bustamante e da ospiti internazionali. «Mettere gli artisti al primo posto è oggi più che mai un’urgenza», afferma l’artista. «Questa fondazione nasce dal bisogno di offrire tempo, libertà e spazi adeguati alla creazione, al di fuori delle logiche del mercato e dell’accelerazione sistemica».
Il progetto culturale si caratterizza anche per un modello di governance atipico, con Bustamante alla direzione, affiancato da un consiglio consultivo formato da curatori, direttori di museo, artisti e studiosi, per garantire pluralismo, indipendenza e coerenza artistica. L’iniziativa è accolta con favore dalle istituzioni locali. Il sindaco di Arles, Patrick de Carolis, ha commentato: «Jean-Marc Bustamante ha scelto Arles, capitale dell’arte, per piantare le radici della sua fondazione. È una scelta che ci onora e che arricchisce profondamente il nostro paesaggio culturale. La sua visione coincide con la nostra: arte accessibile, cultura come bene comune». La Fondation Bustamante andrà così ad affiancarsi a istituzioni già consolidate come la Fondation Vincent van Gogh e il campus LUMA, contribuendo a rafforzare la reputazione di Arles come una delle capitali culturali più vivaci d’Europa.

Il ritorno ad Arles dopo una lunga carriera
Classe 1952, Jean-Marc Bustamante vive tra Parigi e Ginevra. La sua pratica artistica, nata dalla fotografia, si è evoluta nel tempo verso la scultura, la pittura e l’installazione, indagando il rapporto tra immagine, spazio e materia. Le sue opere, spesso di grande formato e prive di presenza umana, esprimono una riflessione sul vedere, sulla percezione e sulla costruzione della realtà visiva. Negli anni ’90 ha sviluppato una forma espressiva ibrida che fonde rigore e poesia, astrazione e realtà. Le sue esposizioni in sedi prestigiose – dalla Kunsthalle di Berna alla Kunsthaus di Bregenz, dalla Villa Medici al Van Abbemuseum – ne testimoniano il ruolo di primo piano nell’arte europea degli ultimi decenni. Una retrospettiva al Ludwig Museum di Coblenza, prevista anch’essa nel 2026, ne consacrerà ulteriormente il percorso.


