Digital Art Management. Soluzioni tecnologiche innovative per l’arte

Intervista a Bernabò Visconti di Modrone, founder di Artshell, attiva nell’offerta di soluzioni tecnologiche innovative per il sistema dell’arte italiano e internazionale

La gestione di una collezione d’arte, o “Art Collection Management”, consiste in un insieme di attività complesse che comprendono la cura, la documentazione, la conservazione e la valorizzazione delle opere d’arte. La gestione di una collezione richiede sempre più professionalità, capacità e sistemi complessi: le nuove tecnologie giocano un ruolo fondamentale per una corretta implementazione di procedure, analisi e processi integrati e adeguati alla migliore gestione di una collezione d’arte sia questa pubblica o privata. In che cosa consiste il digital art management? Vi sono nel panorama dell’arte sistemi tecnologici sperimentali e innovativi che consentono di prendersi cura della propria collezione? Ne abbiamo parlato con Bernabò Visconti di Modrone, founder di Artshell.

Quali sono le attuali soluzioni tecnologiche innovative messe a disposizione del collezionismo pubblico e privato nell’ambito della digitalizzazione delle collezioni e della gestione delle opere d’arte? In che cosa consiste il digital art management?

Il digital art management, nella sua accezione più evoluta, trascende la semplice catalogazione. Oggi, infatti, assistiamo a una convergenza di tecnologie molto potente. Oltre alle soluzioni per l’inventario, il CRM, la gestione delle vendite e dei prestiti, vediamo una crescente sofisticazione in diverse aree, come l’imaging avanzato e la modellazione 3D, usate da archivi digitali ad altissima risoluzione, per analisi conservative non invasive e la creazione di esperienze espositive virtuali immersive, oppure il cloud computing che garantisce scalabilità, accessibilità globale e sicurezza avanzata per i dati delle collezioni. Artshell, ad esempio, è una piattaforma nativa cloud.

Per analizzare i trend di mercato, comprendere il valore delle collezioni e ottimizzare le strategie di acquisizione o vendita ci si può rivolgere ai data analytics e alla business intelligence. Poi ci sono le tecnologie di cui si è già tanto parlato, la Blockchain e gli NFT, che ormai sappiamo offrono potenzialità immense per la certificazione dell’autenticità, la gestione trasparente della provenienza e la creazione di nuovi modelli di proprietà e fruizione dell’arte digitale. Artshell ha esplorato attivamente questo ambito, ad esempio, nel progetto “Surfing NFT” con Artissima, con un focus sulla qualità curatoriale e sulla sostenibilità. Realtà aumentata (AR) e virtuale (VR) poi arricchiscono l’esperienza del visitatore, sia in presenza che a distanza, e per visualizzare le opere in contesti diversi. In azienda, ci si impegna a integrare le innovazioni più pertinenti per fornire ai nostri clienti una soluzione olistica, che semplifichi la complessità tecnologica, permettendo di concentrarsi sul valore artistico e strategico delle loro collezioni.

Quali sono i benefici legati alla digitalizzazione delle collezioni e quali i rischi? Ci sono delle soluzioni tecnologiche che consentono di preservare le collezioni in modo sicuro?

Una reale digital transformation significa orchestrare l’intero ciclo di vita di un’opera d’arte o di una collezione attraverso un ecosistema di tecnologie integrate. Parliamo di piattaforme cloud che garantiscono accessibilità e sicurezza, di strumenti di analisi dati per informare le strategie, e di interfacce intuitive che semplificano operazioni anche molto complesse. L’obiettivo è duplice: da un lato, ottimizzare la gestione, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico; dall’altro, aprire nuove frontiere per la fruizione e il godimento dell’arte. Il panorama è certamente ricco di innovazione.

Artshell si posiziona proprio in questo segmento, offrendo una soluzione cloud completa che permette a gallerie, collezionisti, artisti e istituzioni non solo di “archiviare”, ma di rapportarsi attivamente alla propria collezione. Questo include la gestione dell’inventario, la tracciabilità della provenienza, la creazione di presentazioni digitali d’impatto, il tutto con un focus maniacale sulla sicurezza dei dati e sulla user experience. La sicurezza, infatti, deve essere una colonna portante delle soluzioni di digital art management.

In Artshell, ad esempio, la preservazione sicura delle collezioni è una priorità che indirizziamo su più livelli. Utilizziamo server sicuri, backup automatici e piani di disaster recovery per garantire la continuità del servizio e la protezione dei dati da perdite accidentali o eventi catastrofici. Inoltre, sia i dati in transito che quelli archiviati sono protetti da protocolli di crittografia avanzati. La piattaforma consente di definire ruoli e permessi specifici per ogni utente, assicurando che solo le persone autorizzate possano visualizzare o modificare determinate informazioni, una cosa che ritengo importante a livello di organizzazione per i team che lavorano con il nostro software.

Sotto un altro aspetto, invece, sebbene la piattaforma sia digitale, facilita la gestione delle informazioni cruciali per la conservazione anche fisica delle opere, come condition report, cronologia degli interventi di restauro e monitoraggio. La tecnologia, quindi, non solo permette di archiviare, ma di custodire attivamente e in sicurezza il patrimonio artistico digitalizzato.

Ribadisco che il digital art management è l’approccio strategico e operativo che impiega la tecnologia per potenziare ogni aspetto della vita di una collezione. I benefici sono molteplici e trasformativi. L’automazione di alcuni processi, porta a una riduzione degli errori manuali, mentre la possibilità di gestire e consultare le collezioni da qualsiasi luogo, facilita moltissimo la collaborazione tra team distribuiti e la condivisione con stakeholder esterni (curatori, restauratori, assicuratori). La possibilità di creare una propria digital presence sofisticata e completa amplia le opportunità sia di mercato e che di divulgazione culturale.

I processi di digitalizzazione sono attività complesse. Qual è il ruolo dell’intelligenza artificiale (IA) nell’ambito degli archivi digitali e del digital art management?

I processi di digitalizzazione, specialmente per collezioni vaste o storiche, sono indubbiamente complessi, ma l’Intelligenza Artificiale sta emergendo come un alleato straordinario per affrontarli e per sbloccare nuovo valore. Il ruolo dell’IA è multiforme, può, per esempio, analizzare immagini per riconoscere oggetti, stili, accelerando enormemente il processo di meta-datazione e riducendo l’intervento manuale ripetitivo. I motori di ricerca potenziati dall’IA invece possono comprendere query in linguaggio naturale e suggerire relazioni inedite tra opere, artisti o movimenti, basandosi su analisi visuali o testuali profonde.

Se invece guardiamo il lato predittivo, l’IA potrebbe aiutare a identificare trend di mercato, a prevedere le necessità conservative di un’opera basandosi su dati storici e ambientali, o a ottimizzare la logistica per mostre e prestiti. Gli algoritmi di IA potrebbero suggerire opere o percorsi espositivi personalizzati agli utenti, aumentando l’engagement sia online che in situ. Per quanto riguarda azioni più “semplici” invece, automatizzare la trascrizione di documenti storici o la traduzione di testi può rendere gli archivi più accessibili globalmente. In azienda, siamo molto attenti all’evoluzione dell’IA e stiamo esplorando attivamente come integrarne le capacità per potenziare ulteriormente la nostra piattaforma, sempre con un approccio etico e mirato a fornire strumenti che potenzino, e non sostituiscano, l’expertise dei professionisti dell’arte. L’obiettivo è rendere la gestione dell’arte più “intelligente” nel vero senso della parola. Sebbene con la dovuta cautela e sempre in affiancamento all’expertise umana, l’IA potrebbe negli anni rappresentare uno straordinario strumento per ottimizzare i processi e le diverse attività nel mondo dell’arte.

I servizi digitali di Artshell rispondono alle diverse esigenze dei vari attori del sistema dell’arte, gallerie d’arte, collezionisti, corporate collection, fondazioni, istituzioni culturali, fiere di settore, studi e archivi d’artista, semplificando l’art management con un approccio completamente integrato. Cosa contraddistingue l’offerta di Artshell nel panorama del sistema dell’arte?

Artshell si distingue per una combinazione unica di fattori, pensata specificamente per le esigenze del sistema dell’arte sia contemporaneo che più storicizzato. Artshell è una piattaforma completa che copre l’intero spettro dell’art management: dalla catalogazione dettagliata alla gestione dei contatti, dalla creazione di documenti professionali (certificati, schede opera, consignment) alla generazione e invio di newsletter. Con i nostri feature cerchiamo di eliminare la frammentazione e ottimizzare i flussi di lavoro.

Abbiamo progettato Artshell pensando alle professioniste e ai professionisti dell’arte, che necessitano di strumenti potenti, ma facili da usare. L’interfaccia è elegante, intuitiva e non richiede competenze tecniche specialistiche. Abbiamo poi dovuto ovviamente adattare il software a una vasta gamma di utenti: artiste e artisti emergenti, studi d’artista affermati, piccole e grandi gallerie, collezioni private, corporate collection, archivi e fondazioni.

Una cosa di cui sono fiero e che amo sottolineare è che sviluppiamo internamente la nostra tecnologia nel nostro headquarter a Milano, garantendo alti standard di sicurezza, e un supporto ai clienti diretto e competente, disponibile sia in italiano che in inglese. Non ci limitiamo a rispondere alle esigenze attuali, ma investiamo costantemente in ricerca e sviluppo per anticipare le tendenze future perché vogliamo essere dei partner tecnologici a lungo termine per i nostri clienti. Questa combinazione di tecnologia avanzata, design centrato sull’utente e profonda conoscenza del settore credo sia ciò che rende Artshell unica. Tutti i prodotti e i servizi dell’azienda nascono dall’esperienza diretta fatta all’interno del mondo dell’arte. Cerchiamo sempre di interrogarsi sulle dinamiche, le sfide e le opportunità del settore, e questo credo si riflette chiaramente nella progettazione della nostra piattaforma e nei servizi che offriamo, come il servizio Artshell Concierge per una digitalizzazione assistita delle collezioni.

Quali sono i case study e le esperienze più significative di Artshell nella gestione delle collezioni attraverso le soluzioni tecnologiche innovative messe a disposizione della propria piattaforma e network?

Abbiamo avuto il privilegio di collaborare con una vasta gamma di attori nel sistema dell’arte, e ogni collaborazione porta con sé insegnamenti preziosi. Anche se la discrezione è fondamentale quando si gestiscono patrimoni artistici, posso condividere alcune tipologie di esperienze significative e un paio di nomi.

Abbiamo supportato numerose gallerie, da quelle emergenti a quelle più strutturate nell’ottimizzare la gestione del loro inventario, nel velocizzare la preparazione per le fiere d’arte e nel potenziare la loro comunicazione con i collezionisti attraverso presentazioni digitali e newsletter integrate. Il risultato è un risparmio di tempo significativo e una maggiore efficacia commerciale.

Parlando di fiere, abbiamo sviluppato soluzioni ad hoc per player di varie dimensioni, fornendo strumenti per la gestione delle application, degli inviti digitali, dei pass e per la creazione di piattaforme online dedicate con cataloghi espositori e opere. La nostra pluriennale collaborazione con miart, per esempio, richiede l’utilizzo dell’intera suite dei nostri strumenti di Art Fair Solution.

Abbiamo aiutato a catalogare collezioni complesse e diversificate, facilitando la gestione dei prestiti, le valutazioni assicurative e la pianificazione successoria. Per alcuni dei nostri clienti, abbiamo lavorato negli anni in più step a diversi progetti, per l’avvocato Iannaccone ad esempio oltre al software per la gestione della collezione, abbiamo curato la messa online del sito della nuova fondazione. Recentemente, abbiamo attivato anche una collaborazione con Clarice Pecori Giraldi per un servizio integrato di Art Advisory all’interno di Artshell Collection Suite. Mentre il servizio Concierge, di cui accennavo prima, è particolarmente apprezzato per la digitalizzazione “chiavi in mano” di intere collezioni, operando in contesti diversi, da dimore storiche a uffici.

Per gli archivi d’artista, la nostra piattaforma offre strumenti per la conservazione a lungo termine della memoria e del lavoro dell’artista, permettendo una catalogazione scientifica e la facile condivisione con studiosi e curatori. Abbiamo lavorato con realtà come Archivio Salvo, Archivio Simeti, Archivio Gribaudo che necessitavano di strutturare e valorizzare patrimoni documentali e artistici complessi.

Poi ci sono le partnership Istituzionali e i progetti speciali: queste collaborazioni per noi sono importantissime perché dimostrano la nostra capacità di adattare la tecnologia a contesti di alto profilo, sempre diversi. L’ultima in ordine di tempo è stata quella attraverso Art Totale per la Milano Art Week 2025.

In ciascuno di questi casi, il filo conduttore è la trasformazione digitale che Artshell abilita: maggiore efficienza, migliore accessibilità, sicurezza rafforzata e nuove opportunità di valorizzazione e connessione nel mondo dell’arte. Ogni cliente soddisfatto che riesce a dedicare più tempo all’arte e meno alla sua gestione manuale è per noi un caso di successo.

Bernabò Visconti di Modrone è founder di Artshell, azienda che offre soluzioni tecnologiche innovative al sistema dell’arte italiano e internazionale. Artshell e i prodotti che ha progettato supportano la digital transformation del mondo dall’arte, dal mercato alla valorizzazione dei beni. I servizi digitali di Artshell rispondono alle diverse esigenze dei vari player del sistema dell’arte, semplificando l’art management con un approccio completamente integrato. Dal 2018 Artshell sviluppa nuove tecnologie e soluzioni digitali, rispondendo concretamente oggi alle esigenze del mondo dell’arte di domani.