Un tesoro nascosto sul Lago Maggiore, 65 opere rubate ritornano in Spagna

Durante un’operazione di cooperazione internazionale che ha coinvolto Carabinieri del TPC di Torino, Guardia Civil e procuratori italiani e spagnoli, 65 preziose opere d’arte trafugate illegalmente dalla Spagna sono state riconsegnate al loro Paese d’origine. La cerimonia ufficiale si è svolta il 3 luglio 2025, nei sontuosi ambienti del Salone delle Guardie Svizzere di Palazzo Reale, alla presenza di alte autorità culturali e giudiziarie.

Valore storico ed artistico

Il cuore dell’inchiesta è stato un retablo in legno policromo risalente al XVI secolo, raffigurante la Passione di Cristo, scoperto in una villa di Lesa, nel Novarese. Ma non si tratta di un caso isolato. Accanto al retablo, gli investigatori hanno recuperato 64 dipinti a tema religioso, prevalentemente fiamminghi e datati tra il Cinquecento e il Seicento e mobili antichi, arazzi, specchiere e sculture d’epoca. ll valore complessivo di queste opere arriva a circa 3 milioni di euro.

Un traffico internazionale

Le indagini, avviate nel 2023, partono da un segnale giunto al TPC torinese riguardo a beni sospetti in una proprietà isolata. All’interno della villa, i Carabinieri hanno riscontrato la presenza del retablo, esportato illegalmente nonostante un divieto formale dalle autorità spagnole tra il 2018 e il 2023. Le stesse indagini hanno poi rivelato un’intera rete: molti altri oggetti erano stati trasferiti in Italia e venduti tramite aste o a privati. Alcuni pezzi erano ancora nella villa di Lesa, altri erano già finiti, inconsapevolmente, nelle mani di collezionisti o presso mercanti locali.

L’importanza della cooperazione giudiziaria

L’operazione, denominata “RETABLO” in Italia e “ALTARPIECE” in Spagna, è stata resa possibile grazie a un’azione congiunta tra il TPC, la Guardia Civil, Eurojust, i Ministeri della Cultura, e le Procure di Torino e Verbania. Una dimostrazione concreta di come, senza confini, il dialogo tra istituzioni possa restituire al patrimonio culturale opere rubate. Va sottolineato che questa operazione è tra le prime applicazioni in Italia del nuovo art. 518‑decies del Codice Penale, introdotto nel 2022, che punisce l’importazione illecita di beni culturali con pene fino a 6 anni di reclusione e multe fino a 5 165 €.

Le parole delle autorità

Il generale Francesco Gargaro, comandante del TPC, ha denunciato il crimine come “fonte di reddito per organizzazioni criminali”, sottolineando la rapidità con cui si diffonde questo reato. I procuratori Bombardieri (Torino) e Pepè (Verbania) hanno inoltre evidenziato come l’indagine (nata da una segnalazione) abbia ricostruito un “vero e proprio museo privato”, restituendo la fiducia nell’efficacia delle investigazioni transfrontaliere.