Occorre aspettare la fine dell’estate per tirare le somme, ma alcune testimonianze già parlano chiaro. Per chi sceglie le grandi città come meta delle proprie vacanze estive i musei sono una tappa fissa, e non solo per l’esperienza culturale. Nella pianificazione giornaliera dei turisti gioca un ruolo centrale la necessità di sfuggire al caldo e l’aria condizionata dei musei sembra offrire un rifugio dalle temperature oltre i 35 gradi che affliggono i maggiori centri urbani.
Una ragione, questa, che porta alla chiusura temporanea dei monumenti all’aperto, come nel caso della Torre Eiffel, e allontana dai visitatori da altri luoghi turistici tradizionali, dalle piazze ai parchi archeologici. Ma non solo, perché negli anni scorsi anche alcune istituzioni museali hanno interrotto le attività: era il 2022 quando, nel pieno di un’ondata di caldo a Londra, il British Museum e il Victoria & Albert chiudevano i piani superiori riducendo gli orari di apertura per ragioni di sicurezza. Sono insomma le temperature a dettare legge sulle vacanze: se i turisti guardano sempre di più alle capitali nordeuropee, quelli che scelgono come mete città interessate da ondate di calore sono costretti a sfruttare i luoghi di refrigerio.


I musei guadagnano sul caldo
In tempi in cui di caldo si muore sono i musei a offrire la possibilità di refrigerio nelle ore più a rischio. E alla combinazione di offerta culturale e salute fisica i turisti dicono di sì. Lo riporta, tra gli altri, un servizio di Askanews nella Capitale: diversi i visitatori che hanno pianificato le proprie giornate in funzione delle temperature. Da questa condizione climatica i musei e i luoghi della cultura in cui si può stare al fresco sembrano beneficiare.
Insomma, l’estate è un’occasione per aumentare l’affluenza, e non solo in termini di introiti. Risale al 2024 infatti Impressionists Instead of Heat, la campagna che il Pushkin Museum di Mosca ha lanciato offrendo ingressi gratuiti per chi cercava sollievo dal caldo: i biglietti sono andati esauriti in meno di 30 minuti, dimostrando che il fresco climatizzato abbina perfettamente cultura e conforto. Più recente invece la scelta di alcuni comuni italiani, come nel caso di Genova, di fornire un quadro completo dei musei climatizzati a ingresso gratuito per la cittadinanza.

I numeri in crescita
Che abbia un impatto sull’ampliamento del bacino di utenti o sull’aumento degli introiti, il caldo porta le persone al museo. È pur vero che questo trend va letto in una complessiva crescita del settore museale in Italia. Nel 2024 è stato registrato infatti il record assoluto di visitatori ed introiti nei musei e parchi archeologici statali. 60.850.091 gli ingressi registrati nei luoghi della cultura del MiC, con un incremento del 5,3% rispetto ai biglietti staccati nel 2023, e ben 382.004.344 euro gli incassi percepiti, con una crescita del 23% rispetto all’anno precedente. «Si tratta del miglior risultato di sempre dei musei e dei parchi archeologici statali – dichiarava a questo proposito il Ministro della Cultura Alessandro Giuli – superiore perfino ai livelli precovid, quando si erano raggiunti i 54,8 milioni di visitatori nel 2019».
Riconferma dei circuiti tradizionali
Se il rovescio positivo delle temperature estive sta nell’incremento delle attività culturali per i turisti, è vero pure che a beneficiare di questo andamento finiscono per essere i grandi musei e quelle istituzioni che rimandano a un certo immaginario della cultura. Un fatto suggerito dal trend annuale riportato dal MiC, per cui nel 2024 nella lista delle realtà più visitate rimangono i musei e parchi archeologici tradizionali, come il Colosseo e gli Uffizi, fino alle Gallerie Nazionali di Arte Antica. Poco, insomma, lo spazio al contemporaneo: resta da vedere se, complice il caldo, i turisti cominceranno a gravitare anche intorno a istituzioni meno inserite nei circuiti tradizionali.




