Italian Council, annunciati i 55 vincitori della 14esima edizione

Tra nuove opere, mostre internazionali, pubblicazioni e ricerche, l’edizione 2025 dell'Italian Council racconta un’Italia creativa e aperta

Arte pubblica, ricerca, editoria e relazioni internazionali: è ampia e articolata la mappa dei progetti vincitori della 14ª edizione di Italian Council, il programma promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura per sostenere l’arte contemporanea italiana sulla scena globale. A fronte di 337 candidature, sono stati 55 i progetti selezionati, suddivisi in tre ambiti: committenza internazionale di opere d’arte, promozione internazionale di artisti, curatori e critici, e sviluppo dei talenti.

Il bando, che si conferma tra i più strategici strumenti pubblici a sostegno della creatività, finanzia progetti che spaziano dalla produzione di nuove opere alla partecipazione a mostre internazionali, fino a pubblicazioni e ricerche individuali. Un programma che, con risorse concrete, mette in rete istituzioni italiane e realtà culturali di tutto il mondo.

Italian Council: nuove opere, nuove connessioni

Nel primo ambito – quello della committenza internazionale – spiccano progetti che vedono collaborazioni tra enti italiani e partner esteri, con opere destinate a entrare nelle collezioni pubbliche nazionali. È il caso di Bianca Baldi, il cui progetto Sicomoro Centenario, realizzato con WIELS (Belgio) e altri partner fiamminghi, sarà acquisito dal Museo delle Civiltà di Roma.

Enrico David, in collaborazione con il Castello di Rivoli e la Kunsthaus Zürich, realizzerà Domani torno / I Am Back Tomorrow 1995–2025, mentre Giovanni Maria de Cataldo presenterà Aguante, nato tra Roma e Buenos Aires, destinato al Museo di Palazzo Collicola a Spoleto. Dalla Sicilia all’Indonesia, invece, si snoda Sound, ceramics and communities, progetto del duo Domenico Mangano & Marieke van Rooy, destinato al MACC di Caltagirone.

Tra gli altri progetti: Pro tempore di Luca Vitone (al Madre di Napoli), TECHnotOXIC di Christian Fogarolli (al Museion di Bolzano), e The Radiant Van di Canemorto (per Luci d’Artista, Torino). Interessante anche Amazonia: Relatos de Abundancia di Sergio Racanati, che collega Milano, New York e la Puglia, e The Space of the Tongue di Ambra Pittoni, pensato per il Madre.

L’arte italiana nelle mostre internazionali

Numerosi anche i progetti del secondo ambito, dedicato alla promozione internazionale di artisti, curatori e critici. Otto mostre monografiche si terranno in istituzioni di rilievo come l’Hamburger Bahnhof di Berlino, che ospiterà The Veil of the Flowering Pear di Petrit Halilaj, e il Magazzino Italian Art Museum (Stati Uniti), con I Contain Multitudes di Marinella Senatore.

Claire Fontaine esporrà Show less alla Mimosa House di Londra, mentre Giorgio Griffa sarà protagonista con Linearity al Clark Art Institute (USA). La mostra Carla Accardi – Radical Abstraction sarà co-prodotta tra Estorick Collection e Compton Verney, nel Regno Unito. La partecipazione a grandi rassegne include Giorgio Andreotta Calò, invitato alla Kathmandu Triennale 2026, Anna Scalfi Eghenter alla Berlin Biennale 2025, e Eugenio Tibaldi al programma di Trencin Capitale Europea della Cultura 2026.

Non manca il sostegno all’editoria: tra le otto pubblicazioni selezionate, spiccano il catalogo ragionato di Fabio Mauri (MAMbo e Studio Fabio Mauri), Piero Golia: Panorama (Fondazione Donnaregina), Walter Maioli: The Sound Keeper (Fondazione Santarelli) e Danilo Correale: Living Dead Times, in collaborazione tra Londra e Roskilde (Danimarca). Il Museo delle Civiltà proporrà Which Civilizations?, una riflessione critica sull’arte come strumento di riscrittura culturale.

Ricerca e sperimentazione: la nuova generazione

Nel terzo ambito – lo sviluppo dei talenti – sono stati selezionati 21 progetti di ricerca, firmati da artisti, curatori, critici e studiosi. Valentina Furian esplora la percezione e il doppio con Vanagloria (seeing double), mentre Nura Tafeche indaga il potere spaziale delle immagini digitali con La politica del rendering. Alessandra Franetovich propone uno studio sulle immaginazioni cosmiche nell’Arte Povera con Cosmic Imageries, e Francesca Ceccherini presenta Co-listening, una riflessione sulle pratiche sonore tra Italia e subcontinente indiano.

Tra gli altri progetti, I’m a poet di Allison Diane Donahue, che collega poesia sperimentale e arte visiva; HOLD ME WHILE I’M NAKED di Beatrice Favaretto; TERET TERET di Tommaso Santambrogio e Il filo dell’astrazione di Ginevra De Blasio, che esplora il lavoro delle artiste tessili tra Italia e scena internazionale.

Italian Council, una visione pubblica per l’arte italiana

Con questa edizione, Italian Council continua a offrire una piattaforma pubblica d’azione e visione per l’arte contemporanea italiana. Un meccanismo che, dal 2017, ha sostenuto centinaia di progetti in tutto il mondo, confermandosi modello virtuoso di investimento culturale. La commissione di valutazione per il triennio 2025–2027 è composta da Fabio De Chirico (presidente), Claudio Varagnoli, Valentino Catricalà, Luca Cerizza e Anna Mattirolo, personalità di riferimento per l’arte e la curatela contemporanea.

info: creativitacontemporanea.cultura.gov.it