Quando il paesaggio guida il progetto: un parco circonda il Lucas Museum of Narrative Art

Ridefinendo la gerarchia fra architettura e i suoi dintorni, il parco del Lucas Museum of Narrative Art conquista la scena all'Exposition Park

Nel cuore di Los Angeles e all’interno dell’Exposition Park, un tempo adibito a parcheggio, prende forma uno spazio che smuove il tradizionale rapporto e gerarchia fra architettura e i suoi dintorni. Infatti, il futuro parco di 4,5 ettari progettato da Studio-MLA circuirà il Lucas Museum of Narrative Art, ancora in costruzione. Questo dimostra quanto il verde non sia più un accessorio, ma parte fondamentale dell’intero progetto.

Lucas Museum: un dialogo fra architettura e natura

L’edificio del museo, immaginato da MAD Architects, ha già una forte storia narrativa. È fluttuante, aerodinamico e sembra uscito da una scena di Star Wars (non a caso, tra i protagonisti della collezione vi è anche Ralph McQuarrie, storico illustratore della saga). Ma se la struttura richiama l’universo della fantascienza, il paesaggio circostante racconta una storia ben più pragmatica e realista, che prende vita sulla complessità ecologica californiana.

La verde superficie si snoda tra canyon, alture, boschetti e colline. Pone cosi l’attenzione sulla varietà del territorio. Il disegno del suolo, le curve dei sentieri, le rampe che si sollevano diventano come estensioni dell’architettura. Inoltre, le panche curve in cemento, rinforzato con fibre, tracciano un paesaggio che fonde eclettismo e natura in un unico racconto visivo. Questo contrasto crea un forte impatto per l’osservatore, data la sua eterogenesi.

La sostenibilità come fulcro del progetto

Per ridurre l’impatto ambientale, la sistemazione del terreno è stata pensata in modo sostenibile. Sono state infatti privilegiate specie vegetali locali, capaci di resistere alla siccità o con esigenze di manutenzione molto basse. È stato inoltre integrato un sistema di raccolta dell’acqua piovana per l’irrigazione. Sul lato nord del museo, una cascata chiamata “The Rain” svolge una funzione di raffreddamento passivo, offrendo un’alternativa ecologica ai classici impianti di climatizzazione.

Lo spazio, accessibile liberamente senza bisogno di acquistare il biglietto del museo, si configura come una nuova infrastruttura sociale in un quartiere dove il verde scarseggia e la richiesta di luoghi pubblici è un’urgenza popolare. L’obiettivo è quello di favorire la socialità e rafforzare il senso di appartenenza collettiva.

Questo progetto ridà centralità al paesaggio, spesso pensato come luogo marginale, sottolineandone invece l’importanza. Come sottolinea Mia Lehrer, fondatrice e presidente dello studio, «il paesaggio può essere molte cose insieme. Progetto, ecologia, racconto, infrastruttura, comunità».

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