Roma e Parma unite nel segno artistico di Giacomo Balla

Sinergia tra due istituzioni di alto profilo culturale, il Comune di Parma e la GNAMC, nel nome di un museo che continua a diffondere il suo patrimonio

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma è al centro di una nuova visione culturale condivisa grazie alla firma del protocollo d’intesa insieme al Comune di Parma, con l’obiettivo di rendere l’arte sempre più viva, accessibile e radicata nel territorio. A cura di Renata Cristina Mazzantini e Cesare Biasini Selvaggi in collaborazione di Elena Gigli, Giacomo Balla, un universo di luce è la mostra dedicata al visionario del dinamismo pittorico, che verrà inaugurata il prossimo mese di ottobre nelle sale del Palazzo del Governatore.

«Portare il contemporaneo a Parma – esordisce il Vicesindaco Lorenzo Lavagetto – è una straordinaria opportunità per poter offrire alla nostra città un nome fondamentale del Novecento italiano e un’istituzione, come la GNAMC, che non ha bisogno di essere documentata». Il risultato, è un’esposizione essenziale e significativa, accolta nelle sale del Palazzo del Governatore, con un nucleo di opere concentrato e non dispersivo che permette di restituire pienamente la figura di Giacomo Balla, «un’artista dalle geniali intuizioni e di una figurazione che non è solo un ritorno statico ma un dire qualcosa di nuovo» ha chiarito Selvaggi.

«Luce e movimento – spiega Gigli – sono le parole chiave che meglio descrivono la poetica del vulcanico artista. In questo caso sono 60 le opere esposte, come il dipinto Nello specchio e il trittico a china Campagna romana, che abbracciano la totalità della sua ricerca espressiva». Il titolo Universo di luce inoltre, ben rappresenta la sua opera: la luce attraversa trasversalmente tutta la sua produzione artistica, mentre il suo approccio all’arte ha saputo spaziare e influenzare numerosi ambiti, segnando profondamente la storia dell’arte moderna.

«Ad accendere i riflettori sui protagonisti del Futurismo però – ricorda la direttrice Mazzantini – è stata l’esposizione dedicata all’avanguardia che ha riportato l’attenzione su questi grandi maestri dell’arte, in un paese purtroppo ancora molto restio con gli artisti del Novecento». Risale infatti al mese di aprile la chiusura de Il Tempo del Futurismo, progetto che non solo ha raccontato una stagione artistica, ma che ha spinto a riscoprire l’urgenza creativa e il desiderio di rompere con il passato. «L’immenso patrimonio della GNAMC – dichiara Biasini Selvaggi – è purtroppo poco percepito a livello quantitativo e qualitativo. Portare una parte di Galleria Nazionale nella città ducale è molto significativo, modello esemplare di un museo che si avvicina e comunica con il territorio. Tra i tanti primati dell’istituzione romana infatti, anche l’avere la più completa collezione da un punto di vista pubblico e cronologico su Giacomo Balla, grazie alla generosa donazione delle due figlie, Elica e Luce Balla».

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea – conclude Mazzantini – è da sempre un punto di riferimento: è giusto condividere una collezione del genere con il territorio nazionale attraverso iniziative mirate». Diffondere il patrimonio oggi, significa renderlo accessibile, raccontarlo, tramandarlo. È un atto di responsabilità collettiva, un modo per rafforzare il senso di identità e appartenenza, e anche un’opportunità per costruire ponti tra realtà diverse, ma non poi così lontane. Un paradosso solo apparente allora, che quell’arte così rivoluzionaria e proiettata verso il futuro, sia oggi magistrale esempio di un qualcosa che non rimane fermo ma che continua a parlarci e cambiare insieme a noi.

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