Il Monastero di Santa Clara-a-Nova a Coimbra minacciato dal lusso

La comunità artistica si schiera contro il progetto che potrebbe distruggere la memoria storica del monastero che rischia di diventare un resort

Il Monastero di Santa Clara-a-Nova di Coimbra, uno dei luoghi storici più significativi del Portogallo, è al centro di una polemica che coinvolge l’arte e la preservazione della memoria culturale. L’artista canadese Janet Cardiff ha lanciato un appello accorato contro il progetto che mira a trasformare il monastero in un hotel di lusso.

Un luogo che da anni ospita eventi di arte contemporanea, tra cui la Bienal de Coimbra, potrebbe essere irreversibilmente modificato per fare spazio a una struttura ricettiva esclusiva. Cardiff esprime preoccupazione per la perdita di un patrimonio storico e culturale chiedendo che l’edificio venga preservato come un centro vivo per l’arte pubblica.

L’appello di Janet Cardiff

Janet Cardiff ha scritto una lettera per denunciare i piani che potrebbero trasformare il Monastero di Santa Clara-a-Nova in un hotel di lusso. L’artista, che ha avuto l’opportunità di esporre nel monastero insieme al collaboratore George Bures Miller, sottolinea l’importanza del luogo, definendolo “un archivio vivente di cultura, memoria e spirito”. Cardiff ha ricordato come il monastero non sia semplicemente un edificio antico, ma un luogo dove la storia “respira attraverso le pietre sgretolate” e “le pareti portano il peso della devozione e del tempo”. Per l’artista, l’idea di trasformare il monastero in un hotel per i ricchi sarebbe un vero e proprio “vandalismo culturale”, una “profanazione” che priverebbe Coimbra e il mondo intero di un tesoro irrecuperabile.

Il progetto che minaccia il monastero di Coimbra non riguarda solo la preservazione dell’edificio, ma solleva un dibattito più ampio sul futuro dei luoghi di grande valore storico e culturale. Janet Cardiff, nella sua lettera, invita a riflettere su cosa sia veramente importante: se consentire che spazi come il Monastero di Santa Clara-a-Nova continuino a essere accessibili a tutti, o se sacrificare l’accessibilità in nome di un profitto immediato. “Immaginate tour audio e video che riecheggiano nelle sue sale, spettacoli che animano i suoi cortili, installazioni site-specific che ne riaccendono l’anima”, scrive Cardiff, immaginando un futuro in cui il monastero diventa un centro culturale aperto al pubblico e non un luogo esclusivo per pochi privilegiati.

La fine di un’eredità culturale a Coimbra

La lettera di Cardiff non è solo un grido di allarme, ma un appello a fare una scelta consapevole per il bene della memoria culturale e delle generazioni future. L’artista sottolinea che, una volta che un edificio storico viene trasformato per scopi privati, la sua anima viene distrutta e non potrà mai più essere recuperata. “Siamo lucidi: siamo a un bivio”, afferma, chiedendo di fare una scelta che ponga al centro la cultura e la memoria storica. L’artista invoca un riconoscimento ufficiale del monastero come “tesoro nazionale”, un luogo che, pur preservando il suo passato, possa aprirsi al futuro con nuove forme di espressione artistica.

Nonostante l’appello di Janet Cardiff e le preoccupazioni espresse dalla comunità artistica, le autorità locali non si sono ancora espresse ufficialmente riguardo al progetto. Il futuro del Monastero di Santa Clara-a-Nova, quindi, rimane in bilico e il progetto rischia di sacrificare il patrimonio storico a favore di un investimento turistico di lusso.

La comunità artistica e i cittadini di Coimbra sperano che la voce di Cardiff e di altri artisti possa sensibilizzare le autorità a fare la scelta giusta, preservando così un pezzo fondamentale della storia e della cultura portoghese.