Dovevo dirti una cosa: il nuovo lavoro di Madrigal racconta l’incomunicabilità

Storie d’amore, grandi città, libri e distacchi fanno da cornice al nuovo graphic novel di Alberto Madrigal

“Dovevo dirti molte cose”, cantavano i Velvet nel 2004. Nel caso di Alberto Madrigal, illustratore freelance nato in Spagna e residente a Berlino nel 2007, l’intenzione è (solo in apparenza) più semplice. Come nel titolo del suo nuovo graphic novel: Dovevo dirti una cosa. Edito da Bao publishing, il volume a fumetti (brossurato, 208 pagine a colori, 21 euro) racconta un amore in bilico; una vita che non segue canovacci ma – come più spesso accade – una serie di incredibili coincidenze.

Prima della pubblicazione, il 17 marzo 2025 Madrigal ha scritto un post sul suo profilo Instagram: “Fra qualche settimana finisco il mio nuovo fumetto. Questo è un libro a cui tengo molto. Ho iniziato a scriverlo nove anni fa e, per la prima volta, sarà tutto a colori ad acquerello. Qualcosa che ho provato a fare fin dal primo libro, ma poi tornavo al digitale per paura. Spero che vi piacerà”. Detto, fatto. Presentato in anteprima al Salone internazionale del libro di Torino, Dovevo dirti una cosa è una commedia dolceamara, tutt’altro che banale, sull’incomunicabilità tra le generazioni e sulla crisi della coppia moderna.

Questo graphic novel prende il via da un assunto: il peso delle parole, in particolare quelle non dette, non dovrebbe essere un segreto per chi lavora nell’editoria da anni. È il caso di Roberto, che lavora come editor in una casa editrice e ambisce a un importante futuro. Ma il giovane è molto (troppo?) concentrato su se stesso (“per Roberto qualsiasi cosa diventa un problema”). Al contrario Angela, la sua compagna, deve ancora capire cosa e chi sta cercando nella vita. Certamente vuole un cambiamento e, con ogni probabilità, dovrà lasciare Roberto (“Angela è il tipo che si tiene tutto dentro ed evita lo scontro. Quando finalmente esplode, è confusa dalla sua stessa rabbia. Il che la rende il bersaglio perfetto”).

Ed ecco che i loro destini, solo in apparenza così lontani, stanno per farli incontrare/scontrare su un terreno inedito. Un confronto il cui merito va ascritto a una serie di circostanze fortuite che ruotano, in primis, attorno alla figura di uno scrittore famoso per le sue opere e misterioso per la sua identità (“vorrei dirti che uso uno pseudonimo per un motivo romantico, perché un artista ha bisogno di scrivere senza doversi preoccupare del giudizio altrui”). Ambientata tra Milano, Roma e Torino, Dovevo dirti una cosa è una storia che mette al centro i sentimenti, i rapporti familiari profondi e l’importanza dei libri. Oltre alla relazione tra Roberto e Angela, il nuovo graphic novel di Madrigal (che ha una newsletter su Substack nella quale, spiega, «condivido aggiornamenti sui miei progetti, i prossimi eventi e qualche curiosità.

Insomma, tutto ciò che a me piacerebbe sapere degli autori che seguo») pone la lente su tematiche più vaste, sospendendo qualsiasi giudizio di sorta. Un racconto a fumetti con il quale l’autore – che per Bao ha realizzato Un lavoro vero (2013), Va tutto bene (2015), Berlino 2.0 (2017), Pigiama computer biscotti (2019) – torna al romanzo grafico longform. Tratteggiando con il suo sapiente uso della parola e degli acquerelli una storia sull’importanza di parlare a se stessi e alle persone cui teniamo davvero, per non lasciare che la mancanza di dialogo scavi ulteriori (e spesso definitive) distanze.

info: baopublishing.it

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