Martedì 17 giugno 2025 dalle 15.00 alle 21.00 sarà possibile varcare le soglie di un luogo raro e suggestivo: lo Studio Wicar, uno storico atelier di fine Ottocento situato all’ultimo piano di una palazzina nei pressi di Piazza del Popolo. Un indirizzo intriso di storia e ispirazione, oggi abitato dall’artista francese Marie Charpentier, seconda borsista in residenza del Prix Wicar 2025, prestigioso premio promosso dal Centro di Arti Visive della città di Lille (Francia).
L’Open Studio rappresenta un’occasione preziosa per scoprire in anteprima il percorso di ricerca che Charpentier ha sviluppato durante il suo soggiorno romano. Al centro del suo lavoro, un tema affascinante e visionario: il “Capriccio”, o “pittura ideata”, genere pittorico nato nel Seicento, in cui elementi reali e immaginari si fondono per dare vita a paesaggi di fantasia carichi di significato simbolico.

Marie Charpentier recupera e rinnova questa tradizione con uno sguardo contemporaneo, trasformando Roma e la città occidentale in territori sospesi tra memoria e proiezione, tra natura e architettura. Nei suoi dipinti, la vegetazione – quella realmente presente nella capitale e quella rappresentata nel suo immaginario – assume un ruolo centrale, quasi protagonista, mentre la figura umana si dissolve, lasciando tracce del proprio passaggio nei mutamenti del paesaggio urbano. Il risultato sono composizioni inaspettate, evocative, che rivelano l’interesse dell’artista per la diversità del vivente e per il dialogo – spesso complesso – tra ambiente naturale e costruito.
L’evento è anche un momento di incontro e scambio, promosso in collaborazione con i referenti italiani del Prix Wicar, che seguono e accompagnano i borsisti francesi nella loro esperienza romana. Un ponte culturale tra Lille e Roma, tra la ricerca contemporanea e la stratificazione storica della città eterna. Tra passato e futuro, tra reale e immaginario, l’Open Studio di Marie Charpentier ci invita a riconsiderare il nostro rapporto con lo spazio, il paesaggio e la città – ricordandoci che ogni rovina, ogni pianta, ogni frammento architettonico può diventare l’elemento di un nuovo Capriccio.

Qui le info per l’evento.


