Julio Larraz a Sutri: visioni tra potere, poesia e ironia

Un viaggio nell’universo immaginifico dell’artista cubano, in mostra a Palazzo Doebbing con opere che uniscono critica e bellezza

È stata inaugurata l’11 giugno 2025, al Museo di Palazzo Doebbing a Sutri (VT), la mostra personale Poesia, Potere, Ironia dedicata a Julio Larraz, uno dei più influenti artisti latinoamericani contemporanei. L’esposizione, curata da Leonardo Contini e promossa dalla Municipalità di Sutri in collaborazione con la Galleria d’Arte Contini, si inserisce nel percorso di valorizzazione dell’arte contemporanea che ha reso il museo un punto di riferimento culturale nel territorio.

La mostra propone una selezione di dipinti, sculture e opere su carta che attraversano i temi ricorrenti della poetica di Larraz: l’identità, il potere, la memoria e l’ironia. Nato a L’Avana nel 1944, Larraz lascia Cuba nel 1961, allontanandosi da un regime repressivo per approdare negli Stati Uniti, dove inizia la sua carriera come caricaturista politico per importanti testate tra cui il New York Times e il Washington Post. Da lì intraprende un percorso pittorico autonomo, segnato da una cifra stilistica riconoscibile e profondamente evocativa.

Il suo immaginario fonde suggestioni caraibiche, influenze europee e atmosfere cinematografiche. Le sue opere, spesso costruite come scene teatrali, mettono in scena personaggi enigmatici e ambienti sospesi tra sogno e realtà. L’ironia è la chiave con cui Larraz smonta le sovrastrutture del potere, ne evidenzia le incongruenze e ne ridicolizza gli eccessi. Il suo stile, al tempo stesso sofisticato e accessibile, alterna il grottesco all’introspezione, la denuncia alla leggerezza.

Come sottolinea il Prof. Emmanuele F. M. Emanuele, grande estimatore dell’artista e figura centrale nella valorizzazione del patrimonio culturale di Sutri:

«Sono davvero lieto di poter dare ancora una volta testimonianza della mia valutazione positiva dell’opera di Julio Larraz, a cui mi lega un rapporto amicale che risale all’anno 2014, quando potei realizzare, per conto della Fondazione Roma-Mediterraneo da me allora presieduta, e sempre grazie alla Galleria Contini, una mostra eccezionale delle sue opere a Catania».

In questa occasione, il Prof. Emanuele non figura tra i promotori diretti dell’evento, ma il suo legame con Palazzo Doebbing e con la famiglia Contini resta vivo e presente.

«Questa volta la mostra non vede un mio contributo, ma solo la testimonianza per l’affettuosità della famiglia Contini, la quale ha voluto utilizzare per il progetto espositivo il magnifico scenario del Museo di Palazzo Doebbing che ho aiutato a realizzare nella mia adorata città di Sutri, dove oramai vivo la maggior parte del mio tempo. Nei confronti di Larraz ho avvertito un’immediata familiarità e sintonia con il suo universo percettivo e figurativo, che coniuga sentimenti provenienti da terre lontane con quelle della mia terra natia, la meravigliosa Sicilia, da cui egli ha mutuato, nel gesto pittorico, lo stile solare ed “insulare”, il tratto netto e pulito, l’uso morbido del colore».

Oltre alla pittura, la mostra offre spazio anche alle sculture in bronzo, che contribuiscono ad arricchire la narrazione artistica di Larraz e a sottolinearne la versatilità. I temi trattati spaziano dal rapporto con la natura e il mare, alla passione per i viaggi, fino all’eros e alla memoria storica.

«Dotato di una personalissima vena caricaturale e dissacratoria, incline alle visioni oniriche e alle rappresentazioni di sapore cinematografico — conclude il Prof. Emanuele — Larraz in questa mostra ripropone i temi che da sempre gli sono cari: l’amore per la natura, la passione per i viaggi, l’urgenza di dare testimonianza ad alcuni personaggi della storia, e – da ultima, ma non ultima – l’attenzione costante per il rapporto sentimentale, l’eros, la seduttività femminile. Ritengo, dunque, che le mirabili opere scultoree e pittoriche di Julio Larraz trovino qui a Sutri, ed in particolare negli splendidi spazi di Palazzo Doebbing, l’opportunità di una valorizzazione estetica incomparabile».

Poesia, Potere, Ironia accompagna il pubblico in un viaggio immaginifico tra le sale storiche del museo, dove ogni opera diventa occasione per interrogarsi, meravigliarsi e — talvolta — sorridere con sottile ironia. Un invito a esplorare il mondo interiore ed esteriore di un artista capace di trasformare la pittura in racconto e il racconto in esperienza.