Gilbert Halaby, a Londra un racconto di luce e di paesaggi

Alla Marie Jose Gallery la prima mostra personale dell'artista, un ciclo pittorico e narrativo che esplora le bellezze del paesaggio

La prima mostra dedicata a Gilbert Halaby a Londra, è frutto della collaborazione fra due realtà indipendenti: Artbooth Abu Dhabi, piattaforma fondata ad Abu Dhabi nel 2019 da Roger El Khouryin e la Marie Jose Gallery di Londra.

Il progetto artistico mette in risalto i temi attorno ai quali l’artista ha lavorato ampiamente e per i quali è diventato famoso: la celebrazione del passare delle stagioni e gli uliveti che caratterizzano il rapporto dell’uomo con la natura, la civiltà e il mondo antico. Il titolo, Sonnet V, evoca il celebre sonetto di Shakeaspere che paragona le quattro stagioni della natura alle fasi della vita.

L’esposizione è composta da quattro serie di tele raffiguranti le quattro stagioni e dalla tela rotonda Sonnet V, che raffigura il giovane artista con il sonetto in mano. La prima serie di quattro tele rotonde, ciascuna di 1 metro di diametro, personifica le stagioni. Le due stagioni principali, inverno ed estate, sono personificate da San Sebastián, in onore della morte in inverno e Bacco per la gioia dell’estate. Sono invece due i poeti a personificare le stagioni minori, in base a un’associazione poetica che ne evoca la ricerca espressiva: Rimbaud per la primavera e Rilke per l’autunno. Tra gli altri soggetti rappresentati, uliveti, paesaggi naturali della campagna laziale e Sibille.

Cresciuto in Libano e attualmente residente in Italia, Gilbert Halaby disegna e dipinge fin da bambino. Catturato dalla bellezza del paesaggio naturale della propria terra, l’artista trascorreva molto tempo tra gli uliveti di famiglia, le cui forme hanno influenzato il suo linguaggio artistico e, citando le sue parole, quei ricordi sono “i momenti di luce della sua infanzia”. Attualmente le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private, dal Kinda Foundation in Arabia Saudita alla collezione presidenziale libanese.