La Galleria Erica Ravenna esplora l’arte come esperienza condivisa

La mostra "All Art is Relational: ?" riunisce tre generazioni di artisti – da Agnetti a Tiravanija – per interrogare il senso contemporaneo dell’opera d’arte come processo partecipativo

Con la mostra collettiva All Art is Relational: ?, la Galleria Erica Ravenna di Roma apre una riflessione profonda sull’opera d’arte come esperienza condivisa, prendendo spunto dal saggio L’estetica relazionale di Nicolas Bourriaud (1998). L’esposizione, che riunisce tre generazioni di artisti, propone una lettura dell’arte non più come oggetto statico, ma come risultato di un incontro dinamico tra chi crea e chi osserva.

A fare da guida ideale è Marcel Duchamp, che già nel Novecento affermava: «Consideriamo innanzi tutto due fattori importanti, ossia i due poli di ogni creazione di ordine artistico: da un lato l’artista, dall’altro lo spettatore che, con il tempo, diviene la posterità». È proprio a partire da questa dicotomia che la mostra si sviluppa, mettendo in discussione i confini dell’autorialità e del controllo creativo. Gli artisti coinvolti – tra cui Vincenzo Agnetti, Gianfranco Baruchello, Tomaso Binga, Alighiero Boetti, Céline Condorelli, Mike Kelley & Paul McCarthy, Mocellin & Pellegrini, Rirkrit Tiravanija – esplorano modalità diverse di coinvolgimento del pubblico, invitando lo spettatore a diventare parte attiva del processo creativo. È un gesto radicale: rinunciare a una parte del potere autoriale per dare spazio all’imprevedibilità dell’incontro e alla co-creazione di significato.

Nel contesto di un’epoca segnata dal post-isolamento e dalla mediazione tecnologica pervasiva, All Art is Relational: ? assume un’urgenza particolare. La pandemia, la proliferazione degli ambienti virtuali, l’intrusione dell’intelligenza artificiale hanno trasformato il nostro rapporto con il reale e con l’altro. In questo scenario, il desiderio di esperienze autentiche, corporee, relazionali diventa una risposta politica ed emotiva. La mostra non si limita a esporre opere, ma si sviluppa anche come piattaforma partecipativa attraverso una serie di incontri, talk e performance. Tra i protagonisti attesi: Céline Condorelli, Mocellin & Pellegrini, Andrea Cortellessa, Ilaria Gianni, Colin Ledoux, Carla Subrizi e Saverio Verini. Un programma pensato per alimentare il dialogo e prolungare quella “forma” relazionale che, secondo Bourriaud, è ben più di un’estetica: è una filosofia della connessione.

In questo nuovo paradigma, l’artista diventa un facilitatore, un regista di situazioni, un “operatore culturale” – come lo definiva Agnetti – capace di orchestrare incontri, attivare relazioni e generare esperienze collettive che si fanno opera. Con All Art is Relational: ?, la Galleria Erica Ravenna invita a ripensare il ruolo dell’arte nel presente: non più oggetto da contemplare, ma spazio da abitare, gesto da condividere, legame da costruire.

info: ericaravenna.com