La memoria perduta negli scatti di Roberto Vignoli a Roma

Alla Galleria Gallerati il fotografo Roberto Vignoli racconta l’Alzheimer con un’opera lunga sei metri. Protagonista la pellicola scaduta

Una pellicola scaduta, colori acidi e un traghetto sul Tevere: è attraverso questi elementi che l’artista e fotografo Roberto Vignoli racconta la memoria e la sua perdita nella mostra Mashing Up Farfa, in esposizione dal 5 al 25 giugno 2025 alla Galleria Gallerati di Roma. La mostra ruota attorno a un’unica grande opera panoramica lunga sei metri e alta uno, presentata per la prima volta nella sua versione integrale. Realizzata nel 2017, il lavoro di Vignoli è un omaggio a Ornella, amica dell’artista colpita precocemente dall’Alzheimer. Partecipa all’inaugurazione anche l’attrice e scrittrice Daniela Poggi con la lettura di alcuni brani tratti dal suo libro Ricordami!, dedicato proprio al tema della malattia.

Uno scenario naturale per gli scatti

Lo scenario scelto da Vignoli è la Riserva Naturale Nazzano Tevere-Farfa, dove Ornella è ritratta di spalle su un traghetto che attraversa il fiume. La sequenza di 14 scatti, selezionati tra molti altri, non segue un ordine narrativo ma costruisce una connessione visiva libera e frammentata, quasi a imitare il meccanismo dei ricordi smarriti e discontinui tipico dell’Alzheimer.

«Mash up è un termine che viene dalla musica e dal cinema, indica l’assemblaggio creativo di elementi distanti», spiega Vignoli. «È un’idea che mi ha sempre affascinato, e che mi ha ricordato il modo in cui la mente confonde tempi, volti, immagini nella malattia – aggiunge – ho vissuto questa esperienza anche con mia madre, malata per vent’anni». A rafforzare il senso di spaesamento visivo è l’uso della pellicola fotografica scaduta, tecnica già sperimentata da artisti come Man Ray. In questo caso, Vignoli la utilizza a colori, ottenendo effetti imprevedibili: blu che virano al rosa, dominanti alterate, cromatismi acidi. «Il deterioramento della pellicola diventa parte integrante del messaggio – spiega – la pellicola stessa è un ricordo che svanisce».

La composizione non ha lo scopo di documentare il paesaggio, ma costruisce una rete arbitraria di linee e forme: le strutture metalliche del traghetto e il profilo del fiume sono le uniche continuità visive in una sequenza volutamente disordinata, come accade nei frammenti della memoria. La mostra è realizzata con il patrocinio di Alzheimer Italia e Alzheim, due delle principali fondazioni italiane impegnate nella lotta alla malattia. In esposizione anche una versione ridotta dell’opera, lunga un metro. «Vorrei che questa mostra aiutasse a riflettere su cosa significhi davvero convivere con l’Alzheimer – conclude Vignoli – e su quanto sia importante restituire dignità ai ricordi, anche quando si scompongono».