A seguito di un importante intervento di restauro conservativo e adeguamento museografico, ha riaperto al pubblico l’Appartamento del Duca al piano nobile del Palazzo Ducale di Urbino. Cuore dell’intervento è il celebre Studiolo del Duca, ora ritornato al suo aspetto originario quattrocentesco prima delle modifiche effettuate dai Barberini, che ne avevano asportato alcune parti, alterando l’unitarietà.
Lo spazio è stato sottoposto a un accurato intervento conservativo e elementi come le tarsie lignee e il soffitto a cassettoni sono stati sottoposti a un trattamento in anossia, tecnica di disinfestazione che si basa sulla riduzione dell’ossigeno nell’ambiente per eliminare gli insetti. Sono stati quindi restituiti i colori originari alle superfici lignee, ristabilendo il legame visivo con il ciclo pittorico dei 28 ritratti di uomini Illustri. Accanto ai 14 dipinti originali, oggi trovano posto le riproduzioni “hi-tech” degli altri 14, conservati al Musée du Louvre, realizzate con tecnologie all’avanguardia.


Il restauro ha permesso di riportare alla luce due importanti elementi originali dell’epoca: la latrina del Duca, situata nella piccola stanza adiacente allo Studiolo, mentre il sontuoso lavabo, smontato nel XIX secolo quando il palazzo fu trasformato in sede della Prefettura e successivamente ricollocato in modo errato nel Novecento, è stato finalmente ricomposto correttamente. Ad arricchire il percorso, alcune delle opere più rappresentative della Galleria Nazionale delle Marche, tra cui la celebre Città Ideale, il Doppio Ritratto di Federico e Guidobaldo di Pedro Berruguete, la predella con il Miracolo dell’Ostia di Paolo Uccello e la Comunione degli Apostoli di Giusto di Gand.

La storia dello studiolo di Federico da Montefeltro
Allestito a partire dal 1473, lo studiolo di Federico da Montefeltro è un luogo magico e straordinario che permette di ammirare ancora oggi, grazie alla sua sostanziale integrità, la bellezza dell’arte di corte dell’Urbino rinascimentale. Duca di Urbino fra il 1474 e il 1482, Federico da Montefeltro fu anche abile condottiero e finissimo intellettuale che seppe raccogliere all’interno della sua corte i più eccezionali ingegni del suo tempo (fra cui, per esempio, Piero della Francesca), consacrando Urbino come centro culturale di primaria importanza per il progresso delle scienze e della arti nel Quattrocento.

Lo Studiolo è un ambiente di dimensioni piuttosto ridotte, ma con un’altezza notevole, il che ha spinto i decoratori a ricorrere a raffinati accorgimenti per riequilibrare la percezione complessiva della stanza. Lo spazio è visivamente diviso in due fasce: una inferiore, decorata con intarsi lignei, e una superiore, destinata ai ritratti degli Uomini Illustri. La parte bassa della stanza invece è interamente rivestita da tarsie lignee, realizzate con straordinaria perizia attraverso l’accostamento e l’intaglio di legni di diverse essenze e tonalità.

Considerata la ristrettezza dell’ambiente, che non avrebbe potuto ospitare arredi di grandi dimensioni, gli artigiani scelsero di raffigurarli illusionisticamente: negli intarsi compaiono imponenti armadi, alcuni con le ante socchiuse, che rivelano al loro interno mensole ricolme di oggetti legati all’attività intellettuale. Si riconoscono libri, strumenti di misurazione come orologi e astrolabi, utensili da disegno come goniometri e compassi, clessidre e candele consumate. Questi elementi non solo richiamano il tema del tempo e dello studio, ma esaltano anche la figura del duca come uomo di cultura, dedito con costanza alla conoscenza e alla riflessione.


